15.5.08

PATRIZIA (TURKMENISTAN, 30/04/2008 - 8/05/2008)
Ciao cari!

Vi scrivo da un internet cafe' di Baku (Azerbaijan). Siamo
sulle rive del Mar Caspio e c'e' un sole meraviglioso. Fa
freddino e la sera ci godiamo la giacca in goretex.
L'Azerbaijan incomincia ad essere un po' piu' caro rispetto
ai paesi attraversati da un anno a questa parte. Ci
avviciniamo all'Europa!

Torniamo a qualche giorno fa...

Ashgabat, Turkmenistan, 30 aprile.
Ore 9.00. Siamo davanti al Hotel dove abbiamo passato due
notti. Bagagli pronti, bici in ordine e noi seduti sugli
scalini. Attendiamo una Opel rossa ed un vecchio russo di
nome Vladimir. Sara' la nostra guida (o meglio autista). Con
un visto turistico siamo obbligati ad avere una cosidetta
'guida' che stia con noi fino alla nostra uscita dal paese.
Ore9.15. La opel rossa non e' ancora arrivata. Chiediamo ad
un anziono signore che passeggia davanti all'albergo ma non
si chiama Vladimir.
Ore 9.30. Arriva una opel rossa. E' Vladimir. Parla solo
russo e capirsi non e' troppo semplice. Ma in qualche modo
si fa! Carichiamo tutti i nostri i bagagli sull'auto e poi
partiamo. Pedaliamo tutta la mattina con Vladimir che un po'
ci segue e un po' ci supera, si ferma, ci aspetta e poi
riparte. Ci fermiamo in un cafe' lungo la strada per
mangiare. Manti e Salat (ravioli ripieni di carne e
insalata). Dietro il kafe' ci sono una 20 di dromedari.
'Rincontriamo' le latrine dopo un anno che non ne vedevamo
una. Che odore terribile hanno! Non me lo ricordavo ma
ritorna alla mente subito!
La strada ha 2 corsie per carreggiata con siepi ed alberi
nello sparti-traffico. Il vento e' dalla nostra e pedaliamo
come delle scheggie. Dopo 130 km la strada diventa stretta e
piena di buchi che ci accompagneranno fino a
Turkmenbasy...il vento ci spinge e sembra di volare. Poi con
la bici scarica si va che e' una meraviglia! Ci fermiamo
dopo 177 km. Vladimir parcheggia l'auto a lato della strada
e noi montiamo la tenda li' vicino. Vladimir rimane stupito
dalla velocita' con cui montiamo la nostra tenda. Accendiamo
il fornello e Vladimir (e' russo, e non parla turkmeno...ma
praticamente tutti parlano russo) ne approfitta per farsi
scaldare il pasto preparato dalla moglie (patate e pollo
bolliti). Stende la sua tovaglia per terra e tira fupori le
sue provviste: uova sode, te, pane e qualche salamino. Noi
cuciniamo della pasta e delle uova. Condividiamo la cena.
Offriamo a Valdimir della pasta, dei pomodori e del te,
rifiuta tutto all'inizio ma poi mentre parla da una zaffata
qua e la' al cibo! parla, parla e parla ma capiamo poco di
cio' che dice. Gli abbiamo detto che capiamo qualche parola
di russo e si lancia in discorsi di cui capiamo solo il
senso! Vladimir passa la notte in auto e noi in tenda. Fa
molto caldo e le zanzare ci divorano!

1 maggio. Ci svegliamo presto. Non c'e il sole ma e'
nuvoloso. Il vento non e' piu' dalla nostra ma non soffia
molto forte. Facciamo colazione. Tovaglia di Vladimir. Te',
pane e cioccolato da spalmare e Vladimir si mangia un
salamino. Offriamo del cioccolato a Vlaimir, rifiuta ma poi
mentre parla gli da una zaffata! Ripartiamo e pedaliamo
abbastanza bene. Alla nostra sinistra ci sono i monti e alla
nostra destra e' deserto! Vediamo molti dromedari, come
cammiano fieri e lenti. Ci fermiamo a mangiare in uno dei
rari cafe' che incontriamo lungo la strada. Carne di
capraccia e salat (cetrioli e pomodori)! Il cielo e' scuro
ed inizia a piovigginare. Ci fermiamo in un cafe' dopo 146
km. Montiamo la tenda vicino al cafe'. Un dromedario
continua ad avvicinarsi ma non e' difficile allontanarlo
dalla tenda. Ceniamo con Valdimir (rinominato 'Boris' da
Claudio) a fianco della noztra tenda con la sua tovaglia.
Guardiamo in auto e non vediamo piu' scorte di cibo di
Vladimir...ha qualche tocco di pane e della pasta 'chimica'.
Il rituale di colazione, pranzo e cena e' sempre lo stesso,
noi offriamo, lui rifiuta e poi cianciando cianciando mette
in bocca! Ci infiliamo in tenda per la notte ed inzia a
piovere.

2 maggio. Al nostro risveglio la tenda e' ancora bagnata.
Facciamo colazione ed attendiamo che si asciughi. Ripartiamo
ed il vento e' freddo e forte contro di noi. Procediamo
molto lentamente e dopo piu' di quattro ore abbiamo percorso
solo 50 km. Fermiamo Vladimir e mangiamo qualcosa delle
nostre provviste. Offriamo anche a Vladimir che credo
preferisca andare a scrocco che comprarsi qualcosa in caso
di emrgenza (se non ci sono cafe'!)! Ci fermiamo quasi alle
7 di sera dopo 90 km. Ci accampiamo a lato dela strada ad
una 20ina di km da Balkanabat. C'e' vento forte e qualche
goccerellina di pioggia. Qualche cammelo torna a casa dopo
la giornata passata nel deserto. Io e Claudio indossiamo la
giacca in goretex per il vento gelido e chiediamo a Vladimir
se ha freddo. Non che non ha freddo!! Lui ha fatto il
militare a meno 40 gradi in Russia. Ceniamo e poi Vladimir
si prepara il sacco a pelo in auto e si rifugia in macchina!
probabilmente ha "un po'" di freddino ma l'orgoglio da
anziano e da uomo russo non gli permette di dire che in
camicia e calzoncini sta patendo il freddo! Nella nostra
tendina si sta proprio bene. Il vento la fa sbattere ma un
po' ma poi ci addormentiamo.

3 maggio. Vento contro anche oggi! Ripartiamo indossando la
giacca...che arietta gelida! A Balkanabat riforniamo la
bombola del fornello di benzina (non dal benzinaio ma da un
auto! Vladimir deve farci risparmiare su qualsiasi cosa!) e
compriamo qualche scatoletta, biscotti e carta igienica
(bumaga tualet). Vladimir ci informa che ci sono 60 km ad un
cafe' dove poter pranzare. Passati 70 km alle 3 del
pomeriggio diciamo a Vladimir di fermarsi. Abbiamo fame e di
cafe' nemmeno l'ombra! Gli diciamo che abbiamo fatto piu' di
70 km e ci dice che ne sono passati solo 50. Insiste a
sparare a caso con i km (il contakm sulla sua macchina e'
rotto!) e dice che il nostro della bici non funziona. Che
testone! Cosi' ferma un camionista e gli chiede quanti km ci
sono al cafe'...20 km! Noi mangiamo e lui digiuna e' offeso!
Non capisce che non abbiamo un motore ma sono le nostre
gambe che fanno tutto! Il vento nel pomeriggio da il meglio
di se! In 3 ore percorriamo meno di 30 km! Ci fermiamo in un
cafe' lungo la strada ad una 90ina di km da Turkmenbasy.
Vladimir mangia una zuppa appena ci fermiamo e noi prendiamo
del te'. C'e' un ragazzo ne cafe' che parla inglese. E'
piacevole parlare con qualcuno che ci capisce!

A Vladimir non diamo piu' retta sui km che
dice...matematicamente ne spara una 40ina in meno o di piu'!
Dopo 2 giorni di pedalata da Ashgabat avevamo percorso 323
km e lui diceva che ne avevamo fatti 220! Anche i paletti
che ci sono sporadicamente lungo la strada (e che in tutta
l'ex-unione sovietica hanno la reputazione di non azzecarci
mai!) danno piu' ragione a lui che a noi. Nssuno sa quanti
km ci sono...tutti si bgasano su quello che gli dice un
tizio o l'altro.

Passiamo la notte dentro il cafe' e fino alle due c'e' una
cagnara assurda che ci fa dormire ben poco! Forse era meglio
la nostra tendina!

4 maggio. Ripartiamo. Il vento non c'e'! Che bello!
Pedaliamo bene per tutta la giornata. Qualche sali e scendi
ed il Mar Caspio alla nostra sinistra! Chiaro e calmo. Alle
3 del pomeriggio arriviamo a Turkmenbasy. Vladimir non ha
idea di dove sia il porto e ci porta nell'esatta parte
opposta facendoci pedalare 10 m con il vento contrario! Lo
fermiamo e gli diciamo che non abbiamo il motore nelle
gambe. Torniamo indietro e chiediamo noi informazioni per il
porto. Alle 4 e mezza siamo in porto. Ci sono due navi
attraccate. pranziamo al cafe' del porto. Prezzi maggiorati
e cibo scadente! Entriamo nella sala d'attesa e mettiamo i
nostri nomi su una lista che non sappiamo a cosa possa
servire. Non c'e' un orario...le navi per Baku possono
partire a qualsiasi ora e non e' detto che ci sino tutti i
giorni. Ci sediamo e aspettiamo. L'attesa puo' essere lunga!
In sala d'aspetto con noi ci sono un'altra decina di
persone. Alle 23 distendiamo i nostri sacchi a pelo sulle
sedie di ferro e ci sdraiamo per dormire.

5 maggio. Sveglia ore 6. Chissa' se partira' una nave oggi!
Facciamo colazione con del te' nel kafe' dentro il porto e
lo strapaghiamo (che balle!)! Alle 10 del mattino facciamo
vedere i passaporti ad uno sportello e ci viene consegnato
un folgiettino che non abbiamo capito ancora a cosa sarebbe
servito. Non si muove piu' niente e ci risediamo ancora in
sala d'aspetto ad attendere! Nel mentre Vladimir entra ed
esce dalla sala d'aspetto sperando che sta nave parta cosi'
puo' tornarsene ad Ashgabat! Ore 15.00 finalmente! Passaimo
l'immigrazione e la dogana. Gli ufficiali sbragano tutti
nostri bagagli e poi li fanno passare attraverso il metal
detector. Timbro di uscita sul nostro passaporto e scopriamo
che possiamo pagare il traghetto solo in dollari e non in
Manat (moneta locale). Per fortuna un uomo turkmeno ci dice
che ce li cambiera' sul traghetto. Tuti pagano 60 dollari a
testa per il traghetto e noi non riusciamo a pagare meno di
100 dollari a testa. Se no non saliamo! Proviamo a rompere
le balle e a farci diminuire il prezzo ma niente. Che balle
i prezzi differenziati. Legate le bici sotto noi saliamo
sopra. Ci viene data una cabina semi cadente ma con le
lenzuola pulite (noi puzziamo come delle capre!). Mangiamo
del pane ed una scatoletta per cena. Siamo ancora in porto.
nessuno sa a che ora possa partire. Andiamo a nanna e la
nave e' ancora ferma.

6 maggio. Ci svegliamo e la nave e' ancora in porto, il
paesaggio avanti anoi sempre lo stesso! Sono in bagno, esco
e...ooo il paesaggio si sta muovendo (o meglio la nave si
sta muovendo!)...finalmente si parte! passo praticamente
tutta la giornata a letto. Se sto in piedi tutto si muove
troppo e viene nausea. Maldimare! Quando viene buio si
inziano a vedere delle luci...Terra! Cambiamo i manat
turkmeni in dollari dal signore che ce lo aveva promesso. Un
cambio superfavorevole per noi! Sbarchiamo a Baku (in
Azerbaijan) a mezzanotte. Immigrazione, dogana e all'1 e
mezza siamo fuori dal porto. Fa freddissimo. E il vento lo
fa sentire ancor di piu'! Pedaliamo fino in centro e allre 2
siamo in una stanza d'albergo. I prezzi sono un po' piu'
alti da un anno a questa parte! Ci faremo l'abitudine!
Facciamo una doccia e finalmente alle 3 e mezza si va a
nanna!

7 maggio. Passeggiamo un po' per Baku. In alcune costruzioni
(cubi grigi!) si nota il passaggio dell'Unione Sovietica,
auto Niva e Uaz ma anche parchi verdi, viali in porfido e
palazzi piacevoli da vedere! Andiamo all'ufficio per
l'estensioni dei visti dove volgiamo chiarire se il nostro
visto e' valido ancora per un giorno o un mese...non e'
chiaro e l'ufficiale all'immigrazione ci ha detto che
saremmo potuti restare solo un gionro (l'ignoranza in
amteria visti dilaga!). Sappiamo che e' valido per un mese
ma giusto per chiarirci il dubbio ed evitare problemi
andiamo a chiedere. Lo chiediamo tre volte (sembriamo delgi
scemi ma meglio essere sicuri!) alla tizia al di la' dello
sportello e ci dice:"visto valido sino al 7 giugno".

8 maggio. In giro per Baku! Staremo qui ancora domani
probabilmente e poi pedaleremo verso al Georgia costeggiando
i monti e la Russia.

Beijing - Baku: 17.862 km.

Ciao cari, a presto,

Patrizia

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