20.5.08

PATRIZIA (BAKU-TBLISI, 10/05/2008 - 20/05/2008)
Ciao cari,

siamo in un internet cafe' di via Rustavelli a Tblisi.
Siamoarrivati ieri pomeriggio e alloggiamo in una casa
vicino al centro. E' gestita da un'anziana signora che parla
tedesco e qualche parola d'inglese offre dei letti nelle
stanze della sua casa.

10 maggio.Partiamo da Baku. Costeggiamo per qualche
chilometro il Mar Caspio...la direzione della nostra strada
era un'altra. Infatti...abbiamo sbagliato strada! Dopo una
30ina di km prendiamo la strada giusta...anche se i paletti
da Baku segnano 10 km! Il paesaggio e' collinoso, verde e
non c'e' un albero. Ci imbattiamo in qualche cane a cui
piacerebbe morderci un polpaccio ma riusciamo a ripartire
senza farci inseguire. Ci fermiamo in un 'kafe' lungo la
strada e montiamo la tenda dietro, su una collinetta.
Ceniamo al 'kafe' e prendiamo del te' con un poliziotto che
ci fa un sacco di domande sullavita ed i costi in Italia.

11 maggio. Facciamo colazione con pane e cioccolato da
spalmare e ripartiamo. Il paesaggio intorno a noi e'
spettacolare e le strade con delle pendenze assurde sia in
salita che in discesa. Su una salita rischio di lasciarci le
ginocchia e il fiato. E Claudio usa il rapporto piu' corto,
mai usato nemmeno in Tibet! Dopo poco piu' di 70 km e le
gambe distrutte ci fermiamo in un 'kafe' in mezzo ad un
bosco. Chiediamo per montare la tenda li' vicino. Non c'e'
problema. Mentre beviamo del te' il proprietario sgozza una
gallina e lascia li' la testa. Per cena mangiamo del
'shashlik' (spiedino di carne), dell'insalata, delformaggio
e delpane. Al momento di pagare la cena ci viene offerta.
Che bello! Durante la notte piove ed al mattino la tenda
senza sole non asciuga!

12 maggio. Facciamo colazione, anche questa ci viene
offerta, e ripartiamo. Fa freddo, c'e' nebbia e continuiamo
a salire! In cima al passo ci sono molti cavalli, pecore e
alcuni negozi che vendono carne di pecora. La strada inzia a
scendere ed indosso anche la giacca in goretex per
proteggermi dal freddo. All'ora dipranzo ci fa visita il
sole. Ci sediamo su un tronco che bloccauna stradina a
pranzare. La strada e' abbastanza pianeggiante e si pedala
bene. Passiamo Ismaylli e Gabala. Alle 7 di sera pedaliamo
ancora. Non ci sono piu' 'kafe' e i terreni a fianco della
strada sono per lo piu' recintati. Prima delle otto vediamo
un piccolo 'kafe' a lato della strada. Prendiamo del te con
dei ragazzi azeri eduno di loro ci offre ospitalita' per la
notte. Ceniamo al 'kafe' e poi con le bici seguiamo il
ragazzo ed un suo amico in auto. Dopo nemmeno un km si
ferma. Il ragazzo seduto a fianco scende e, probabilmente il
padre di quello alla guida, sale in macchina gli fa un
caziatone e se ne vanno. Boh. Inizia a piovere ci ripariamo
in un kafe li di fronte insieme all'altro ragazzo.
Aspettiamo quasi un'ora e poi ritorna il ragazzo con altri
amici ed un'altra auto. Probabilmente non poteva usare ola
macchina ed ha lasciato ilpadre sotto l'acqua. Non potendo
andare a casa sua ritorniamo al 'kafe' ed il proprietario ci
fa dormire dentro. Abbiamo la compagnia di un gatto che si
accuccia sullalegna vicino alla stufa per la notte.

13 maggio. Alle 8 siamo in sella. Fa freddissimo, non
c'e'sole e la strada e' molto umida. Ci fermiamo in un prato
a cucinare della pasta e poi ripartiamo verso Sheki.
Pioviggina ed e' nuovoloso. Impieghiamo quasi due ore a
raggiungere il paese. E' arroccato ai piedi delle montagne.
Alloggiamo in un posto stupendo. Un vecchio caravanserai del
18esimo secolo. La cittandina e' molto caratteristica, e
piacevole da girare (a parte le strade in salita!!).

14/15 maggio. Passiamo due giorni a Sheki e
conosciamodueviaggiatori in bicicletta. Un ragazzo svizzero
partito dalla Svizzera con destinazione Lhasa (Tibet) ed un
ragazzo sloveno in vacanza. Partito da Tblisicon
destinazione Baku. Strano ma molto piacevole conoscere due
viaggiatori, in bicicletta ed in Caucaso!

16 maggio. Sheki-Zaqatala. Riaprtiamo con una bella discesa
e poi una bella strada in pianura con vista delle punte
innevate del Caucaso. A pranzo ci fermiamo sotto degli
alberi a pranzare. La strada e' pianeggiante per poi finire
in salita con l'arrivo a Zaqatala. Povero Claudio continua a
starnutire...allergia a...boh...pollini o simili. Lungola
strada si vedono alcuni camion turchi diretti probabilmente
a Baku e poi in Turkmenistan via mare. Nella piazza
principale della citta' ci sono alcuni alberi di 700 anni.
Sono maestosi. Dormiamo in un motel vicino alla stazione
degli autobus. Molto semplice ma pulito.

17 maggio. E' una bellisima giornata di sole e cielo
azzurro. Passiamo Balaken e arriviamo al confine
azero-georgiano. Senza nessuno controllo bagagli in
mezzoretta passiamo il confine.Insieme anoi anche due uomini
con due cavalipassano dall'Azerbaijan alla Georgia. Dal lato
georgiano non c'e' nessuno che cambia soldi. Speriamo a
Sighnaghi ci sia un bancomat. La strada e' abbastanza
pianeggiante per poi salire quasi 15 km fino a Sighnaghi.
Troviamo un bancomat. Anzi piu' di uno! E'una cittadina
sulla cimadi una collina, circondata da muraglione e tredici
torri. Purtroppo il tempo non e' dei migliori ma c'e'una
vista spettacolare sulle montagne del Caucaso e la pianura
sottostante. Le vie del paese sono ciotolate, alcune chiese
e case antiche. Molte parti pero' sono state ristrutturate o
in ristrutturazione. E' molto piacevole passeggiare per le
vie. Il centro e' molto turistico, georgiani e armeni la
affolano nelle giornate di festa. Troviamo alloggio
nellacasa di Shio(homestay, parla praticamente solo russo
main qualche modo ci si capisce. Ci sono anche due scozesi
ed una svizzera con un francese. Ceniamo nel soggiorno della
casa. C'e ogni bendidio e vino fatto dalla padrona di casa.
Intorno a Sighnaghi e nel Kaheti ci sono molti vigneti.

18 maggio. Ci svegliamo e ci viene preparata una colazione
abbondante. Purtroppoil tempo e' brutto. E si vede poco piu'
in la' del proprio naso. Nel pomeriggio il tempo migliora un
poco e giriamo un po' per le vie di Sighnaghi. facciamo
anche una passeggiata fino ad un monastero un po' piu'
lontano. Nel pomeriggio, in casa, Claudio riesce a vedere la
MotoGp (grande evento!) e guardiamo un po' di giro d'Italia
su RaiTre e ci capita il telecomando su
Canale5,BuonaDomenica...come sta toccando il fondo la
televisione italiana. Ceniamo con i francesi, prepariamo le
borse e si va a nanna.

19 maggio. Sighnaghi-Tblisi. Partiamo di buon'ora dopo
un'abbondante colazione. Saliamo ancora un po' e poi
scendiamo fino alla strada principale. La pioggia ci fa
"compagnia" per un'oretta ma poi ci lascia in pace. Ci
fermiamoa mangiare su un tavolo di pietra sotto degli alberi
e due cani malinconici ci fanno compagnia sperando (e
ricevendo!) in qualche boccone. Raggiungiamo Tblisi nel
tardo pomeriggio. Troviamo alloggio in casa di questa
signora. Un po' maniaca della pulizia...ci spazzola le borse
delle bici prima di entrare e ci fa mettere solo lo stretto
necessario in camera. Ma tutto sommato gentile. Non e' cosi'
economico il prezzo ma uno dei piu' bassi della citta'.
D'ora in avanti saliranno sempre piu'! Sud-est asiatico,
India, Nepal e Pakistan erano una pacchia (parlando di
prezzi)!

20 maggio. Tblisi. Un po' in giro per questa citta'. Domani
ci saranno le elezioni e sara' meglio stare lontani dal
centro. Probabilmente dopodoamni ripartiamo da qui ed
entreremo in Armenia.

Ciao gente,

Patrizia

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