26.5.08

PATRIZIA (ARMENIA, 20/05/2008 - 26/05/2008)
Ciao genitori, amici e viaggiatori!

In un altro internet cafe' lungo la strada. Questa volta da
Yerevan in Armenia. Anche oggi un bellissimo cielo azzuro ed
il sole splendente! Claudio a fianco a me tutto concentrato
a scrivere (inizia mezzora prima di me e finisce dopo
solitamente :-)! ).

21 maggio. Un giro interessante per le vie della citta'
vecchia di Tblisi, la vista di Tblisi dall'alto che si
espande fino alle pendici delle colline che la circondano.
Qualche ora passata sul 'terrazzo' (se cosi' si puo'
chiamare) della casa dove alloggiamo a chiaccherare con
altri viaggiatori: uno statunitense/polacco (persona molto
interessante che tra le altre cose ci svela il segreto
dell'obesita' negli Stati Uniti!); una coppia di sudafricani
sulla cinquantina partiti da Cape Town in Sud Africa in
bicicletta e giunti in Georgia dopo 21.000 km, ora la loro
destinazione e' verso est, non hanno un tempo per tornare a
casa. Lui si capisce a fatica, si mangia tutte le parole e
non finisce le frasi (cosi' non masticando l'inglese come i
madrelingua si fa un po' di fatica a stargli dietro!).
Pensavamo che per i sudafricani non ci fossero troppi
problemi per visitare l'Europa ed invece apprendiamo da loro
che e' dfficile ottenere i visti per i paesi europei. Per
gli statunitensi invece e' molto piu' costoso degli europei
ottenere i visti (quasi per ogni stato). La signora padrona
di casa e' gentile ma fa pagare ogni cosa...doccia calda 1
lari (e non puoi fregarla perche' chiude il rubinetto
dell'acqua calda!), una lavatrice 10 lari, deposito bagagli
1 lari!

22 maggio. Ripartiamo da Tblisi. Direzione Armenia. Saliamo,
saliamo e saliamo per uscire dalla capitale e poi scendiamo
fino al confine armeno a Sadakhlo. Ancora in Georgia, lungo
la strada vediamo un orsetto in gabbia. Poverino. A volte
bisognerebbe rinchiudere chi li tiene n gabbia. Provano
sofferenza anche gli animali (e tante volte non fanno nulla
per meritarsela). In frontiera georgiana passiamo meno di
due minuti, giusto il tempo di mettere il timbro di uscita
sul passaporto. Alla frontiera armena impieghiamo un po' di
piu'. Cambiamo USdollari in dram (moneta armena) e paghiamo
il visto che ci viene rilasciato in frontiera. Nessun
controllo bagagli. Appena passata la frontiera la strada
inizia a salire costeggiando un fiume. Pedaliamo fino ad
Alaverdi, una citta' in mezzo ad una stretta valle, sulle
rive del fiume. Dormiamo nell'unico hotel della' citta'
lungo la strada. E' un ristorante che ha anche tre camere.
Ognuna con la sua saletta con il tavolo e le sedie. Le
salette, ognuna separata dall'altra sono un'eredita'
sovietica. Un ristorante senza salette puo' far calare la
clientela di molto! Nel ristorante scopriamo che in Armenia
dobbiamo portare avanti di un'ora l'orologio.

23 maggio. Ripartiamo da Alaverdi. In salita! Seguiamo
sempre il fiume che ovviamente va in direzione opposta alla
nostra. Lungo la strada tanti cani ci inseguono, pero'
solitamente se ti fermi, si fermano e poi se ne vanno
(qualcuno pero' meno male che e' legato alla catena
altrimenti ci azzannerebbe). In una discesa un cane tipo
Carlotta mi stava inseguendo. Mi sono fermata, il cane non
ha calcolato bene le distanze, non e' riuscito a "frenare" e
mi ha sbattuto contro la bici. Povero cagnolino! Ho iniziato
a ridere! Non pensavo mi potesse sbattere contro. Arriviamo
a Vanadzor dopo una piccola discesa e poi si comincia a
salire di nuovo sotto il sole cocente (anche se siamo quasi
a 2000 metri) per 15 km. Pensiamo che la strada continui a
salire ed invece arriviamo a Dilijan dopo 14 km di discesa.
Le citta' sono ancora molto sovietiche (per lo meno le
periferie), con grossi palazzoni grigi e rettangolari. Lungo
la strada, fra il bel paesaggio verde e collinoso, ogni
tanto si vede qualche costruzione sovietica lasciata a se
stessa, qualche cisterna in disuso, enorme e
super-arrugginita, e ogni tanto una fontanella od una tomba
con tavolino e panche per pregare (o all'evenienza
mangiare). A Dilijan alloggiamo in una casa con qualche
stanza per i turisti. Possiamo usare la cucina...e' una
grande cosa...stasera pasta! Qui in Armenia ci sono tante
case che adattano due o tre stanze della casa a camera per
stranieri. Il prezzo per persona e' pressoche' uguale in
tutte le case. 5.000 dram (10euro) per persona, da
aggiungere qualcosa se vuoi colazione e cena, pero' a volte
si puo' usare la cucina.

24 maggio. Ripartiamo da Dilijan...in salita! Dopo 13 km (a
2100 metri) siamo all'entrata di un tunnel. Il guardiano
prima del tunnel esce dal suo gabbiotto per assicurarsi che
accendiamo due pile. Il tunnel e' buio, umido ed in salita.
E la cosa peggiore sono degli alto-parlanti a tutto volume
con una voce di donna che dice qualcosa in armeno, che
assordano. Non vedo l'ora di uscirne! Dopo 2km e mezzo la
luce! Ci fermiamo sulla riva di un fiume a pranzare. Una
mandria di mucche dalla'ltra parte del fiume e un cavallino.
Un toro continua a muggire e fa come per caricarci con le
zampe. Per fortuna e' dall'altra parte del fiume. insiste un
po' e poi dei ragazzini lanciandogli dei sassi lo mandano
via. Dopo una piccola discesa arriviamo al lago Sevan. a
1900 metri, molto carino, attorniaiato dalle montagne e da
alcune cime innevate. Dormiamo in un motel lungo lastrada
nell'omonima citta' sulle rive del lago. Il motel e'
particolare: ogni stanza e' un container con il proprio
bagno.

25 maggio. Ripartiamo presto, abbiamo circa 70 km da
pedalareper raggiungere Yerevan e quasi 1000 metri di
dslivello. La strada e' su e giu' per la prima parte ma poi
15 km di discesa ci fanno raggiungere la valle in cui sorge
Yerevan. Su questa discesa una bella vista (non splendida
perche' un po' ofuscata dalle nuvole) del Monte Ararat e del
piccolo Ararat (in Turchia, non e' molto distante da Yerevan
il confine turco ma le frontiere sono chiuse)) le cui punte
innevate si ergono nel cielo. Arrivati in citta' suoniamo al
campanello di una casa dove dovrebbero avere delle stanze.
Ci aprono il portonr, saliamo e con nostra sorpesa la figlia
della padrona di casa parla italiano. La mamma ci offre il
te' e la figlia ci dice che putroppo non hanno stanze
libere. pero' telefonano ad una loro amica che dovrebbe
avere una stanza. Dopo qualche minuto arriva ad un ragazzo
che ci porta a casa sua. Di fianco al loro appartamento in
una costruzione sovetica ne hanno un altro (un po' lasciato
a se stesso) dove ci sono due stanze. Le lenzuola sanno di
bucato, poi c'e' la cucina, ma funziona solo il frigorifero
ed un bollitore elettrico per l'acqua calda (ma possiamo
usare i fornelli in casa loro), il bagno...beh va solo il
water, pero' possiamo fare la doccia calda nel loro bagno!
Pero' e' molto tranquillo e abbiamo praticamente
l'appartamento solo per noi! La mamma e' molto gentile e il
figlio parla un po' di inglese. Poi abbiamo fatto il bucato
usando l'unico lavandino funzonante...quello in cucina, e
steso su un cordino in camera. Inoltre possiamo tenre le
bici con noi in stanza (il ragazzo e' stato gentilissmo e ha
portato su dalle scale la mia bici...purtroppo si e' fatto i
pantaloni nuovi con il grasso della catena e delle corone).

(c'e' quello nel computer di fonte a me che sta fumando...mi
sta entrando nelle narici...fastidioso!..ma tra poco avro'
finito di scrivere)

26 maggio. Buongiorno viaggiatori! Caffe', te', pane e
nutella (non proprio nutella) e yogurt.

Non sappiamo ancora se visiteremo il Nagorno-Karabakh (stato
indipendente dal 1994, separatosi dall'Azerbaijan dopo la
guerra fra il 1990 e il 1994, l'Azerbaijan lo rivendica e
dice che e' tenuto sotto il controllo degli armeni, motivo
per cui le frontiere armeno-azere sono chiuse. L'Armenia lo
considera praticamente come sua parte annessa. Il
Nagorno-Karabakh (letteralmente: montagnoso nero giardino)
tiene a sottolinerare la sua indipendenza. Per visitarlo e'
necessario un visto ottenibile in giorntata a Yerevan,
mentre non viene messo nessun timbro d'uscita armeno
all'entrata nel Nagorno, cio' consente di rientrare senza
problemi in Armenia. L'unico punto d'ingressoe'
dall'Armenia, lungo una strada su suolo azero ma sotto il
controllo armeno), in ogni caso dall' Armenia ritorneremo
poi in Gerogia, per poi passare la frontiera
georgiana-turca, a sud di Batumi, vicino alle coste del Mar
Nero.

Ciao cari, a presto (probabilmente dalla Georgia o dalla
Turchia),

Patrizia

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