CLAUDIO (SHANGHAI, 23/05/2007)
Ciao Gente, siamo a Shanghai da cinque giorni, trascorriamo
le
notti in un ostello aperto da un mese. E' pulito, carino e
fuori dal casino. E' il piu' economico che abbiamo trovato.
Dall'ultima mail abbiamo percorso altri 600 chilometri per
raggiungere la citta'.
Il panorama e' lentamente cambiato, qualche sali e scendi,
paludi e il solito vento contrario. Nei campi coltivati,
legati agli alberi, riposavano i bufali che i contadini
spesso usano per arare i campi o come mezzo per trasportare
il materiale. Quei bestioni amano l'acqua e molte volte
passano la giornata a mollo dentro le paludi. Sembrano degli
ippopotami, grigi e con pochissimo pelo.
Nei campi i pastori facevano pascolare i loro bufali e le
pecore ma c'erano anche molti pastori che portavano a
pascolare le oche. Solitamente le portavano in riva alle
paludi e passavano la giornata sdraiati a guardare le oche
sguazzare.
Nei numerosi sali e scendi alcune volte aspettavo Patrizia
che faticava un po' di piu', se non si e' molto allenati i
sali e scendi sono davvero fastidiosi.
In una di queste occasioni non vedendola arrivare sono
tornato indietro ed era ferma con un problema alla bici. Le
era uscita la catena e si era incastrata tra il pedale e il
movimento centrale. Ho cominciato a ridere e mi chiedevo
come cavolo aveva fatto a fare un numero del genere.
Probabilmente in staccata...
Ci sono voluti dieci minuti a sistemare la catena e altri
dieci per ripulirci dal grasso.
La temperatura si e' alzata di qualche grado e con tanta
umidita' si suda parecchio.
Le notti le passiamo sempre negli alberghi nei villaggi,
costano 2 o 3 euro a testa, non sono puliti ma non si puo'
pretendere troppo per quella cifra.
Molte volte i quegli alberghi veniamo rifiutati, il motivo
non si sa, non si sforzano a spiegarlo. Probabilmente il
governo non vuole che i cinesi nei villaggi abbiano contatti
con gli occidentali.
L'avvicinamento a Shanghai era segnato dalle numerose citta'
lungo la strada, e' impossibile restare soli per piu' di tre
minuti, il territorio e' completamente occupato da citta' e
villaggi.
Le citta' sono perennemente in costruzione, appena ne
finiscono una parte buttano giu' un'altra per ricostruirla.
Ci sono cantieri ovunque, continuano a costruire palazzi e
grattacieli. Anche le strade sono sempre stravolte dai
lavori, trovare le vie d'uscita da una citta' puo' risultare
drammatico. Non mettono cartelli da nessuna parte quindi e'
un continuo chiedere informazioni per trovare la via giusta.
Una volta in un grosso incrocio abbiamo usato la bussola per
capire dov'era l'est e scegliere la strada giusta.
I cinesi sono solitamente disponibili a dare informazione,
molte volte non sanno quale sia la via giusta ma cercano
comunque di aiutarci.
La periferia di Shanghai e' cominciata a 36 chilometri dal
centro. Gli ultimi chilometri sono stati uno stress,
nonostante il divieto delle motociclette e i carretti sulla
pista ciclabile passava chiunque. Alcune volte anche le
macchine si infilavano tra le bici creando degli ingorghi
infiniti. Abbiamo impiegato tre ore a raggiungere il centro,
i soliti cantieri stradali ci hanno fatto perdere la strada.
La prima notte l'abbiamo trascorsa in un ostello al centro
ma non era il massimo della vita. Non era economico e poi mi
stavano sulle palle i proprietari. Ci hanno fatto pure
pagare il deposito maggiorato per le biciclette perche'
secondo loro erano ingombranti. Era troppo tardi ed eravamo
troppo stanchi per mandarli a cagare quindi abbiamo
trascorso li la prima notte. I dormitori erano separati,
uomini e donne...che idiozia....sembrava di essere in Iran
dove i sessi sono rigorosamente separati.
Il giorno dopo abbiamo cambiato ostello, raggiungerlo e'
stato un disastro. Si trovava dall'altra parte del fiume e
nessun ponte di collegamento era permesso alle biciclette. I
primi disagi li abbiamo avuti con la polizia che non ci
lasciava attraversare la strada perche' era vietato, quindi
servirsi del sottopassaggio che pero' anche quello era
vietato alle bici. In un quarto d'ora siamo riusciti ad
attraversare la strada e raggiungere il fiume. Per
l'attraversamento abbiamo preso una barca che fa servizio da
una sponda all'altra per gente con la bicicletta e motorini.
Abbiamo impiegato mezza giornata a percorrere 8
chilometri....uscire da questa citta' sara' un disastro!
Shanghai e' una citta' senza dubbio favolosa, sicuramente la
piu' bella della Cina. La notte e' incredibile coi suoi
grattacieli illuminati e luci psichedeliche nelle vie del
centro. Hanno mantenuto una parte di citta' vecchia mentre
il resto della citta' e' un agglomerato di grattacieli. man
mano stanno alzando sempre piu' grattacieli anche nella
periferia e buttano giu interi palazzi non preoccupandosi di
chi ci vive dentro. Molta gente si ritrova senza casa, al
governo non importa.
Lungo le vie del centro i negozi vendono qualunque cosa di
qualunque marca. Ieri volevano vendermi un Rolex "originale"
a 30 euro! Riescono a riprodurre qualunque cosa in maniera
perfetta, sono dei falsari eccezionali.
In citta' abbiamo incontrato un'amica di Patrizia che e'
venuta a studiare il cinese qui a Shanghai. Abbiamo
trascorso un paio di giorni assieme e domani ci rivedremo
per salutarla.
Riaprtiremo verso sud venerdi' mattina. La strada ora ci
portera' verso Hong Kong, in un mese la raggiungeremo.
Ciao Gente, ci sentiamo da sud!
Claudio
24.5.07
PATRIZIA (SHANGHAI, 23/05/2007)
Ciao a tutti,
siamo a Shanghai. Ora vi scrivo dal computer dell'ostello
dove alloggiamo! Che dire di questa citta'...e' magica! La
sera con tutte le luci che la illuminano e' spettacolare.
Si, forse e' un po' psicadelica ma fa sognare.
L'ultima volta che vi ho scritto eravamo a Xuzhou. Da allora
abbiamo pedalato per circa altri 800 km. Ad oggi il
contachilometri segna 1728 km. La distanza giornaliera
massima percorsa e' di 126 km (uao!!...mentre lo scrivo
sorrido!).
Il vento quasi sempre contrario ma io continuo a sperare!!
E' bello pedalare, si veramente bello. Magari la sera sei un
po' cotto ma felice. Da Pechino a qui abbiamo fatto per
quasi tutto il percorso la strada n.104 e per i 300 km prima
di arrivare a Shanghai la n. 312. Che arriva nella piazza
principale di Shanghai (Remin's Square - piazza delle
persone).
Anche se i cartelli stradali a volte sono scritti con gli
ideogrammi in cinese riusciamo a trovare la strada giusta lo
stesso. Uscire dalle citta' imboccando la strada giusta puo'
essere terribilmente difficile. O non ci sono i cartelli fin
quando ormai non sei giunto sulla strada giusta oppure
qualche "simpatico" poliziotto a cui chiedi indicazioni ti
manda esattamente sulla strada opposta.
In bici Claudio credo porti il doppio del mio peso! L'altro
giorno su una salita lui era un po' davanti e mentre
pedalavo si e' incastrata la catena e pedalavo a vuoto. Cla
e' tornato indietro e dopo un po' di tentativi e' riuscito a
mettermela a posto. Mentre lo faceva ho appoggiato la sua
bici per terra perche' con il vento non stava sul
cavalletto. Tra un po' mi viene un ernia. Quanto pesa
rispetto alla mia! Beh pero' cosi' al meno siamo abbastanza
equilibrati: lui non mi aspetta troppo mentre pedala ed io
non faccio molta fatica a stargli dietro!
In un mese abbiamo bucato due volte. Dopo tre giorni che
pedalavamo Cla la ruota posteriore ed il giorno dopo io la
ruota posteriore. Tutto per dei truccioli di ferro che
trasportano le Api e purtroppo, per le biciclette, con
l'aria li perdono per strada.
E' da quasi una settiamana che siamo a Shanghai. La
periferia e' iniziata 36 km prima di avvicinarci.
Allucinante. Prima di arrivare in centro un cartello diceva:
"Citta' Igienica Nazionale", e proprio di fianco c'era un
fiume putrido color verde elettrico!
La prima notte abbiamo dormito in un ostello che tutto
sembrava tranne che un ostello. Troppo raffinato. Li dentro
internet costa 20 yuan all'ora (di solito lo paghiamo
massimo 3 yuan all'ora). Cosi' il giorno dopo abbiamo
cercato un altro ostello. Lo abbiamo trovato nell'area nuova
di Shanghai che e' separata da un fiume dalla parte
"vecchia" (lo messo tra virgolette perche' e' tutta nuova
Shanghai, le cose troppo vecchie, purtroppo, le tirano giu'
da un giorno all'altro per costrire palazzi nuovi) di
Shanghai. E' proprio carino. Lo hanno aperto da un mese.
L'unico problema e' stato attraversare il fiume. C'e' la
metropolitana, ma le bici non possono entrarci. C'e' un
tunnel ma e' a pagamento. Dopo molte ricerche abbiamo
trovato una barca che fa navetta da una parte all'altra per
bici e motorette.
Ho incontrato Francesca, una mia amica che studia cinese qui
a Shanghai e ci ha fatto da "guida" per un paio di giorni!
Venerdi' ripartiamo da Shanghai...direzione Hong Kong. Si va
verso sud! Probabilmente seguiremo la costa est per andare
verso sud. Ma strada facendo vedremo!
Beh un abbraccio a tutti e vi saluto..
a presto...
Patrizia
Ciao a tutti,
siamo a Shanghai. Ora vi scrivo dal computer dell'ostello
dove alloggiamo! Che dire di questa citta'...e' magica! La
sera con tutte le luci che la illuminano e' spettacolare.
Si, forse e' un po' psicadelica ma fa sognare.
L'ultima volta che vi ho scritto eravamo a Xuzhou. Da allora
abbiamo pedalato per circa altri 800 km. Ad oggi il
contachilometri segna 1728 km. La distanza giornaliera
massima percorsa e' di 126 km (uao!!...mentre lo scrivo
sorrido!).
Il vento quasi sempre contrario ma io continuo a sperare!!
E' bello pedalare, si veramente bello. Magari la sera sei un
po' cotto ma felice. Da Pechino a qui abbiamo fatto per
quasi tutto il percorso la strada n.104 e per i 300 km prima
di arrivare a Shanghai la n. 312. Che arriva nella piazza
principale di Shanghai (Remin's Square - piazza delle
persone).
Anche se i cartelli stradali a volte sono scritti con gli
ideogrammi in cinese riusciamo a trovare la strada giusta lo
stesso. Uscire dalle citta' imboccando la strada giusta puo'
essere terribilmente difficile. O non ci sono i cartelli fin
quando ormai non sei giunto sulla strada giusta oppure
qualche "simpatico" poliziotto a cui chiedi indicazioni ti
manda esattamente sulla strada opposta.
In bici Claudio credo porti il doppio del mio peso! L'altro
giorno su una salita lui era un po' davanti e mentre
pedalavo si e' incastrata la catena e pedalavo a vuoto. Cla
e' tornato indietro e dopo un po' di tentativi e' riuscito a
mettermela a posto. Mentre lo faceva ho appoggiato la sua
bici per terra perche' con il vento non stava sul
cavalletto. Tra un po' mi viene un ernia. Quanto pesa
rispetto alla mia! Beh pero' cosi' al meno siamo abbastanza
equilibrati: lui non mi aspetta troppo mentre pedala ed io
non faccio molta fatica a stargli dietro!
In un mese abbiamo bucato due volte. Dopo tre giorni che
pedalavamo Cla la ruota posteriore ed il giorno dopo io la
ruota posteriore. Tutto per dei truccioli di ferro che
trasportano le Api e purtroppo, per le biciclette, con
l'aria li perdono per strada.
E' da quasi una settiamana che siamo a Shanghai. La
periferia e' iniziata 36 km prima di avvicinarci.
Allucinante. Prima di arrivare in centro un cartello diceva:
"Citta' Igienica Nazionale", e proprio di fianco c'era un
fiume putrido color verde elettrico!
La prima notte abbiamo dormito in un ostello che tutto
sembrava tranne che un ostello. Troppo raffinato. Li dentro
internet costa 20 yuan all'ora (di solito lo paghiamo
massimo 3 yuan all'ora). Cosi' il giorno dopo abbiamo
cercato un altro ostello. Lo abbiamo trovato nell'area nuova
di Shanghai che e' separata da un fiume dalla parte
"vecchia" (lo messo tra virgolette perche' e' tutta nuova
Shanghai, le cose troppo vecchie, purtroppo, le tirano giu'
da un giorno all'altro per costrire palazzi nuovi) di
Shanghai. E' proprio carino. Lo hanno aperto da un mese.
L'unico problema e' stato attraversare il fiume. C'e' la
metropolitana, ma le bici non possono entrarci. C'e' un
tunnel ma e' a pagamento. Dopo molte ricerche abbiamo
trovato una barca che fa navetta da una parte all'altra per
bici e motorette.
Ho incontrato Francesca, una mia amica che studia cinese qui
a Shanghai e ci ha fatto da "guida" per un paio di giorni!
Venerdi' ripartiamo da Shanghai...direzione Hong Kong. Si va
verso sud! Probabilmente seguiremo la costa est per andare
verso sud. Ma strada facendo vedremo!
Beh un abbraccio a tutti e vi saluto..
a presto...
Patrizia
8.5.07
Ciao Gente, siamo a Xuzou, una citta' a 900 km da Pechino e
ne mancano altri 600 per raggiungere Shanghai. Prendendola
comoda arriveremo tra una decina di giorni.
La Partenza da Pechino e' stata bella, finalmente di nuovo
in bicicletta. Abbiamo caricato le bici, io ho preso tutta
la roba pesante, attrezzi, tenda, fornello, gavetta e la mia
roba. patrizia nelle borse ha messo solo i suoi vestiti. la
mia bici e' molto piu' pesante ma se non fosse cosi'
andremmo troppo piano.
Uscire da Pechino e' stata un po' una tragedia, come tutte
le grandi citta' e' un gran disastro trovare la strada
giusta. Abbiamo rischiato di entrare in autostrada,
continuavamo a girare come topi in trappola.
Il primo giorno abbiamo fatto settanta chilometri con il
vento contrario. A oggi sono 9 giorni col vento contrario e
uno e mezzo di vento a favore... non e' giusto!
La parte est della Cina e' tremendamente affollata. E'
impossibile dormire in tenda senza essere visti. E' piena di
villaggi ed e' abitata ovunque. La sera alloggiamo sempre in
qualche locanda che paghiamo 2 o 3 euro a testa. In molti
fanno i prezzi da turista ma poi contrattando paghiamo come
i cinesi.
Per mangiare ci fermiamo nei ristorantini lungo la strada e
ordiniamo da mangiare col didionarietto tascabile o andando
in cucina facendo vedere cosa vogliamo mangiare. la cucina
e' buona anche se alle volte e' troppo piccante.
Le strade sono impeccabili, non manca quasi mai la pista
ciclabile quindi pedalare e' una meraviglia. L'unica rottura
di balle sono i clacson dei camion e delle macchine. Suonano
continuamente, molte volte inutilmante visto che la gente e'
talmente abituata che non batte ciglio se il clacson di un
camion gli suona nelle orecchie. Alla sera ci fischiano le
orecchie, speriamo di abituarci presto anche noi.
Lungo la strada la maggior parte della gente si sposta con
le bici elettriche o con bici a tre ruote che stracricano di
materiale o all'evenienza usate come taxi. Come mezzo da
lavoro piu' usato sono le Api cinesi. Sono tutte a gasolio
ed hanno la trasmiossiene a cinghia che dal cambio va al
differenziale. Un sistema strano ma molto robusto visto che
sono stracariche e vanno sempre. I mezzi cinesi sembrano
davvero ottimi. Sono semplici e credo siano robusti. Le
officine lungo la strada sono come in Russia, lavorano
all'aria aperta facendo delle gran chiazze d'olio che
resteranno a vita. I piu' tanti che fanno lavori manuali
hanno delle piccole officine quindi sfruttano i bordi della
strada per costruire serramenti, saldare o riparare
macchine.
Questa parte di Cina e' tutta coltivata, i contadini che se
lo possono permettere hanno dei piccoli trattori che usano
anche per innafiare i campi pescando l'acqua dai corsi
d'acqua al bordo della strada. Usano la presa di forza del
trattore e con delle pompe riescono ad irrigare i campi. I
piu' poveri coltivano solo con la zappa e portano l'acqua
con i secchi.
I cinesi sono simpatici, alcuni stressanti e rompi coglioni
ma del resto in ogni stato se ne incontrano sempre. Molte
volte ci facciamo delle gran risate con loro ma alle volte
ci verrebbe voglia di strozzarli. Quando non vogliono
collaborare non c'e' verso di fargli capire un cazzo. Chi
parla inglese fa il possibile per sfoggiarlo e farsi sentire
dagli altri che riesce a comunicare con noi. Sono molto
amichevoli e se qualcuno decide di aiutarci lo fa fino in
fondo. Solitamente gridano ALO' appena passiamo e scoppiano
a ridere come bimbi. Alcuni Alo' sono simpatici ma molti
altri sono pesanti. Dipende sempre chi lo dice e come lo
dice.
Incredibilmente non sputano quasi piu' per terra!!
Probabilmente in questa zona sono un po' diversi da dove ero
passato io anni fa. Comunque e' uscita una propaganda
invitando i cinesi a non sputare piu' per terra perche'
potrebbe dare fastidio ai turisti...lo fanno in vista delle
olimpiadi del 2008. E poi nella propaganda dicevano che gli
sputi potrebbero diffondere malattie come la Sars. Anche la
campagna anti fumo ha avuto ottimi risultati in gran parte
della Cina.
Alcuni cinesi sono dei gran perdi giorno, passano la
giornata a giocare a poker o a dadi ai bordi della strada.
Si radunano in molti a guardare ed aspettare il proprio
turno per una partita.
Riusciamo a mantenere una media di 70 o 80 km al giorno e
non e' male. La mattina tra una cosa e l'altra partiamo
sempre tardi ma alla sera riusciamo sempre a fare un
discreto chilometraggio. Ora Patrizia va un po' meglio anche
se deve riuscire a mantenere una velocita' costante. Molte
volte sto davanti io per tagliare l'aria e fare in modo che
faccia meno fatica e riusciamo ad andare piu' forte.
Un giorno che ci siamo fermati a pranzo in un ristorantino
la padrona ha provato a fotterci coi soldi. Ha voluto la
bellezza di 7 euro considerando che solitamente ne spendiamo
uno o due al massimo. Ho fatto una rissa che e' durata
mezz'ora, sono usciti i cuochi e c'e' mancato poco che
finissimo alle mani. Alla fine ho pagato tre euro.
Abbiamo raggiunto il fiume giallo e la citta' di Jian dove
ci siamo fermati un giorno a riposare. Nelle citta' e non
solo si vedono molti cani Pechinesi...non avevo mai
realizzato che i pechinasi erano cani cinesi...era logico.
Non sempre i cani vengono trattati bene, l'altro giorno
infatti c'erano due cani simili ai pastori tedeschi, uno
grande e un cucciolo incastrati a delle griglie con le gambe
legate e lasciati soffrire fino a che' non sopraggiunga la
morte. Era una scena angosciante e nemmeno si spiegava il
motivo di una tale violenza sugli animali.
Partiti da Jian abbiamo incontrato un gruppo di cinesi,
erano in 10 amici che viaggiavano in bicicletta. facevano un
giro rotondo di 3 giorni e di 250 km circa. la compagnia era
al quanto bizzarra... C'erano due donne, una sulla trentina
e una sulla quarantina, un ragazzo con un cerrotto
sull'occhio e uno, il migliore, con una protesi alla gamba.
aveva perso la tibbia in un incidente d'auto e con una
protesi che gli partiva dal ginocchio andava come una
scheggia. era il piu' forte cioclista del gruppo. Aveva la
bici piu' marcia ma dava del filo da torcere a tutti. Ci
siamo aggregati a loro ma dopo 20 km Patrizia era cotta e
aveva fame quindi abbiamo salutato il gruppo e ci siamo
fermati a mangiare. Dopo pochi chilometri e' iniziata una
gran bella salita, Patrizia saliva lenta e stava
agonizzando...io ridevo e pensavo a quando mi diceva che le
piacciono le salite perche' dopo c'e' la discesa... Mi
dispiaceva andare forte e lasciarla sola quindi andavo al
suo passo e la consolavo dicendogli che anche Coppi alla
prima salita da professionista aveva avuto delle
difficolta'...
Discesa e' stato uno sballo, finalmente col vento a favore!
Siamo scesi molto veloci e la sorpresa e' stato ribeccare i
nostri amici ciclisti! Erano saliti molto piu' piano di noi
perche' alcuni di loro avevano preso la bici a mano perche'
non riuscivano a fare la salita considerando che avevano le
bici scariche! Grande Patrizia! Ci siamo salutati per la
seconda volta dicendo che noi andavamo troppo piano per loro
ma dopo 10 km sulla pianura gli abbiamo ripresi. facevo da
apripista e mantenevamo una media di 27 km/h. era una media
troppo alta, mi ero gasato e Patrizia infatti era scoppiata
dopo 30 km.
Abbiamo continuato coi ciclisti fino alla citta' aspettando
ogni tanto le donne che non riuscivano a mantenere il nostro
passo. Che super uomini!!
Hanno girato in lungo e in largo per la citta' cercando una
sistemazione e alla fine ci siamo alloggiati in un albergo
tutti assieme. Siamo stati davvero bene in compagnia di quei
ragazzi, due di loro parlavano inglese ma alla fine
riuscivamo a comunicare con tutti. Siamo stati al risorante
con loro e ci hanno pagato la cena. Erano ragazzi favolosi.
Il vento e' tornato immancabilmente contro ma prima o poi
avremo la fortuna di prenderlo a favore! Abbiamo bucato
solamente due volte, una volta per uno la gomma posteriore.
Trasportano i trucioli del ferro con le Api senza
preoccuparsi di perderli per strada facendo bucare le gomme
agli sfigati in bicicletta.
Ora siamo in questa citta', ci siamo presi un giorno di
ferie e questa mattina abbiamo dormito come ghiri. Domani
mattina torniamo sulla strada per Shanghai e pian piano
arriveremo anche li'.
Ciao gente, ci sentiamo!!
Claudio
PATRIZIA (I PRIMI GIORNI IN BICI..., 26/04/2007 - 8/05/2007)
Ciao a tutti!!
Siamo a Xuzou, citta' a 600 km nord-ovest di Shangai.
Giovedi' 26 aprile siamo partiti da Pechino in sella alle
nostre biciclette. In dieci giorni di strada abbiamo
percorso circa 900 km. La distanza minima percorsa e' stata
di 43 km e quella massima ieri di 115 km. Il vento e' quasi sempre
stato contro. Il cielo sempre sereno e la strada
pianeggiante.
Oggi ci siamo presi una giornata di pausa! Le gambe fanno un
po' male (a me!) e ho un po' le braccia ustionate dal sole.
Male al sedere? poco!
E' bello pedalare...ho il tempo di assaporare cio' che mi
circonda. Si e' piu' a contatto con le persone che incontri
sulla strada...
La comunicazione con i cinesi, se non vogliono collaborare,
si puo' trasformare in qualcosa di complicatissimo anche
nelle cose piu' semplici. Cosa ci entra a fare un "turista"
in un albergo se non per chiedere un letto per dormire? Non
e' cosi' ovvio...a volte ti guardano come se fossi un
alieno, ridono e non capiscono minimamente cosa tu stia
provando a chiedergli...e poi dalla disperazione ti fanno
segno di no con il viso e con le mani.
Venerdi' mattina (il 4 maggio) ripartiti da Jinan, sempre
con il vento contro, e' finita la pianura per dare spazio ai
monti. E cosi' sono iniziati anche i sali e scendi invece
della strada pianeggiante che ci ha accompagnato per i primi
giorni. Dopo un paio d'ore di pedalata incontriamo sulla
strada una decina di cinesi con le loro biciclette che vanno
a Taian (citta' dove siamo diretti anche noi). Sono tutti
cinesi, 8 uomini e due donne. Sono in giro da due giorni in
bicicletta. Ci chiedono se volgiamo pedalare con loro. Li
seguiamo. Dopo un'oretta noi ci fermiamo a mangiare. Loro
proseguono, cosi' li salutiamo. Ripartiamo e dopo un'ora la
prima vera salita. Dopo 200 metri Claudio guarda il mio
cambio. Ho il rapporto piu' lento. Piano ma arrivo fino in
cima! Ed ora inizia la discesa!! Dopo dieci km di discesa
rinizia la strada piu' o meno pianeggiante e rincontriamo i
dieci ciclisti. Ci chiediamo come mai siano andati cosi'
lenti. Ecco il motivo: le donne hanno fatto la salita con la
bici per mano.
Pedaliamo con loro e siamo in testa al gruppo. Ci superano
in due e tirano loro. Vanno veloci ma ogni quarto d'ora sono
fermi ad aspettare chi va piu' lento. Ti ammazza le gambe
cosi'. Arriviamo in citta' con loro e ci chiedono se andiamo
in albergo con loro. Ci pensano loro a trovare l'albergo. Ci
impiegano piu' di due ore (io e Cla siamo piu' operativi).
Andiamo a mangiare con loro e ci offrono la cena. Un ragazzo
parla abbastanza bene l'inglese e ci fa da traduttore. Sono
gentili. La sera in albergo vogliono vedere la nostra tenda.
Cosi' la montiamo nel corridoio dell'albergo. Ci salutiamo
prima di andare a dormire. Loro partono alle sette il
mattino. Noi dormiamo un po' di piu'.
Sabato mattina ripartiamo con il vento forte ma a favore.
Uao! Come si pedala veloce e si fa poca fatica anche con un
po' di sali e scendi. In un "soffio" facciamo 80 chilometri.
Ci fermiamo a Qufu per la notte. Cittadina turistica per il
confucianesimo. Quindi un po' piu' cara. Dopo un po' di
ricerche troviamo una stanza fatiscente ad un buon prezzo.
La notte ci svegliano delle urla: la padrona per quasi
un'ora urla contro un tizio di un'altra stanza e gli bussa
alla porta. Chissa' cosa si dicono.
Domenica cessa il vento a favore e ricomincia di nuovo
quello contro...e' stato bello finche' e' durato! Ieri
abbiamo percorso 115 km e siamo arrivati a Xuzou. Abbiamo
trovato una stanza con le lenzuola quasi pulite. Chissa'
ogni quanto le cambiano. E' difficile trovare un posto dove
le lavano ogni volta che qualcuno lascia la stanza.
Mediamente percorriamo 80 km al giorno. Le gambe fanno meno
male e il sedere e' ok! Per le mani che mi facevano male ho
cucito una manica del pile arancione di Cla sulle manopole
della bici, cosi' sono piu' morbide.
Per mangiare riusciamo a spendere abbastanza poco. Di solito
spendiamo intorno ai 15 yuan in due a pasto. Un giorno dopo
aver ordinato direttamente dalla cucina, non capendo una
parola del menu, ci presentano il conto di 70 yuan. Dopo una
"rissa" per riuscire ad abbassare il prezzo paghiamo 40
yuan. 70 yuan non sono molti, sono pari a 7 euro. Pero' e
come se da noi in un ristorante, invece che chiederti 20
euro te ne chiedano 50.
E' allucinante ogni giorno quanti "Hallo" ci vengano detti
quando passiamo attraverso villaggi o citta'. A volte in
tono da presa in giro, a volte solo e semplicemente di
saluto. Se gli si risponde con un saluto e' molto facile che
esplodano in una risata isterica. Se invece non gli si
risponde ti dicono "Hallo" fino a che l'orecchio puo' udire.
Rispondergli con "Ni'haa'" (ciao in cinese) puo' avere lo
stesso effetto di un altro saluto!
Domani ripartiamo verso sud-est. Direzione Shangai e
l'Oceano Pacifico.
A presto ...
Patrizia
25.4.07
CLAUDIO (PECHINO, 25/04/2007)
Ciao Gente, siamo a Pechino da 10 giorni e domani finalmente
si riparte con le biciclette.
Abbiamo lasciato la nostra macchinina a Ulanbaatar al
padrone della guest house per 200 dollari. E' stato un gran
bel viaggio con la suzukina ma sara' ancora meglio con le
biciclette. Avevo proprio una gran voglia di pedalare.
Il padrone della guest house ci ha aiutato molto per
ottenere i biglietti del treno per raggiungere Pechino. Era
il treno che arrivava da Mosca e solitamente e' super
affollato. La sera ci siamo salutati e ci ha fatto un bello
sconto sulle notti trascorse da lui dicendomi che avevamo
fatto un buon buisness con la suzukina. Col tempo riuscira'
a venderla bene.
La mattina il figlio ci ha svegliati presto e portato alla
biglietteria della stazione. la prima risposta e' stata un
NO secco! Non ci sono posti liberi! ha telefonato al padre
che a sua volta avra' telefonato a qualcuno che conta e in
20 minuti abbiamo ottenuto due biglietti a 45 euro l'uno. Il
padre e' un tizio in gamba, conosce tutti e si fanno dei
favori a vicenda.
Siamo andati ad aspettare il treno sui binari, aveva smesso
da poco di nevicare, la primavera non esiste in Russia e
Mongolia.
E' arrivato il treno, carrozza numero 14. Ha aperto la porta
un cinese, il responsabile della carrozza. Prima di scendere
si e' messo i guanti di gomma e ha pulito le maniglie delle
scalette, agganciato il numero 14 calamitato sulla carrozza
e poi ha preso i nostri biglietti. Ha provato 3 volte a
chiederci da dove venivamo ed e' stata dura
capirlo...mischiava russo cinese e inglese in una
parola...un mito!
Il suo collega ci ha accompagnati nello scompartimento che
abbiamo condiviso con due Svedesi che arrivavano dalla
Russia. Ci hanno consegnato le lenzuola e le due cuccette
non erano affatto male. Un po' dure ma erano meglio dei
sedili della suzukina.
Il treno e' partito in perfetto orario, era strano viaggiare
in un altro mezzo che non fosse la Susina. La periferia di
Ulanbaatar e' fatta da Yurte. E' strano vedere la citta' coi
suoi palazzi e a pochi metri le yurte dei piu' poveri.
Dopo poche ore abbiamo avuto la colazione gratis, era
compresa col biglietto. Da quel momento abbiamo cominciato a
mangiare con le bacchette. Mentre facevo una foto a Patrizia
un cinese e' scoppiato a ridere....
Sul treno c'era di tutto, mongoli, russi, cinesi e
viaggiatori di altre razze.
Il Cinese, responsabile della carrozza, era un
mito...ossesionato dalla pulizia. Probabilmente era
obbligato a far tenere pulita la carrozza ma tutti ridevano
quando passava per ogni scompartimento col sacco della
spazzatura per raccogliere i rifiuti. Non diceva una parola,
si fermava in ogni scompartimento e puntava il dito verso un
pezzetto di carta, un tappo di una bottiglia o qualunque
cosa reputava da buttare. Non gli andava giu' che noi non
gli consegnavamo un rotolo di carta igenica quasi
finito...Per lui era da buttare. Finito il giro dei rifiuti
toglieva i suoi guanti e si metteva in cuccetta.
Due volte e' passato con l'aspirapolvere, sempre coi suoi
guanti di gomma e i suoi modi di fare... Puntava il dito
verso le scarpe o gli zainetti per farli spostare e pulire
bene ovunque. Era il terrore della carrozza...se ti cadeva
una cosa per terra la prendeva come spazzatura.
Nel tardo pomeriggio abbiamo attraversato il deserto del
Gobi, non c'era piu' traccia di neve ma solo qualche
cammello qua e la. C'era molto vento quindi nel treno
entrava la sabbia del deserto. Il cinese si e' dovuto
ripassare tutta la carrozza con l'aspirapolvere...
Verso le 8 di sera abbiamo raggiunto la frontiera. Sono
entrati gli ufficiali a controllare il treno e portare dei
moduli da compilare. hanno ritirato il passaporto a tutti e
portato dentro gli uffici. A noi stranieri il controllo
bagaglio praticamente non esiste ma alcuni russi sono dovuti
scendere con le valige e andare in dogana.
Fortunatamente nessuno ha notato il timbro che avevo sul
passaporto che indicava il possesso di una macchina
all'ingresso del paese. Gli svedesi che erano con noi mi
avevano chiesto che documenti avessi che attestavano la
vendita della macchina a Ulanbaatar...ridendo ho risposto
"nessuno...speriamo che nessuno se ne accorga". Sono rimasti
perplessi dalla risposta.
Il treno ha fatto molte manovre dentro la stazione
sganciando vagoni e portarli dentro un capannone. Dentro
quel capannone sostituivano il blocco delle ruote delle
carrozze visto che in Cina i binari sono piu' stretti di
circa 15 centimetri. Dei sollevatori idraulici alzavano le
carrozze e con un sistema di cavi trascinavano via le ruote
larghe e portavano sotto la carrozza le ruote piu' strette.
Una volta posizionate sotto calavano la carrozza sui nuovi
blocchi. Siamo scesi a fare le foto assieme ad altri
viaggiatori ma una volta che e' tornato il Cinese ci ha
sgridati e riportati in carrozza.
Il treno ha fatto molte altre manovre per riagganciare tutti
i vagoni, agganciare un nuovo vagone ristorante cinese e
tornare in stazione.
Abbiamo trascorso cinque ore in frontiera tra dichiarazioni,
timbri e ruote nuove...
Sul tratto cinese abbbiamo avuto i ticket per la colazione e
il pranzo gratis!
Era mezzanotte quando siamo ripartiti e il cinese ci ha
stupiti per l'ultima volta...aveva la camicia della divisa e
i pantaloni del pigiama. Camminava avanti e indietro nel
corridoio per vedere se era tutto in ordine e poi si e'
messo in branda.
La notte l'abbiamo passata benissimo, abbiamo dormito come
ghiri nelle nostre cuccette. Dal finestrino si vedeva la
Cina.... Non e' poi cosi' lontana da Luceto.
Abbiamo oltrepassato la muraglia cinese e in una stazione
abbiamo dovuto attendere la coincidenza quindi siamo scesi a
fare le foto alla muraglia. In alcuni tratti costeggia la
ferrovia pwer poi sparire dietro le montagne. E' davvero
imponente. Non ci fossero gradinate cosi' lunghe sarebbe
anche bello percorrerla in bicicletta. L'unico modo e' a
piedi anche se alcuni tratti sono a pagamento... Organizzano
i tour per andarli a vedere e fanno pagare il biglietto in
alcuni tratti...che tristezza.
La periferia di Pechino e' immensa ed e' tutto un cantiere.
Stanno continuando a tirare su palazzi e a tirare giu'
baraccopoli. Stanno preparando tutto per le olimpiadi del
2008.
Il treno e' arrivato in orario spaccato alla stazione
centrale di Pechino. 14:31 come da programma.
Con la metro' abbiamo raggiunto il nostro ostello. Il piu'
economico della citta' dove paghiamo 3 euro a testa in
camerata da dieci letti.
In camera c'e' uno spagnolo che vive qui a Pechino. Si
mantiene lavorando, insegna inglese e spagnolo. Ha sparso
vestiti ovunque in tutta la camera e c'e' una puzza di piedi
paurosa. Di notte russa e parla nel sonno. Dice parole in
inglese, spagnolo e cinese.
A mangiare andiamo in una vietta dietro all'ostello dove
paghiamo un euro e mezzo a testa per un piatto di pasta e
gli spiedini. C'e' un tizio col carrettino che fa spiedini,
ormai siamo sempre da lui. Costa poco e sono buoni.
Non siamo stati un giorno fermi qui in citta'. Il primo
giorno abbiamo fatto troppi chilometri a piedi cercando
negozi di bici che non abbiamo trovato. O meglio...abbiamo
trovato negozi di bici super costose o di bici penose.
Il secondo giorno abbiamo trovato negozi di bici non lontano
dall'ostello e dopo una lunga scelta abbiamo comprato due
mountain bike Merida, telaio in alluminio e forcella
ammortizzata. Per Patrizia abbiamo scelto una bici col
telaio piu' piccolo altrimenti avrebbe fatto troppa fatica a
pedalare. Come componentistica non sono male ma appena
consumeremo catene e corone compreremo materiale piu' serio.
Girando in bici per la citta' abbiamo incrociato una
trentina di negozi di bici dove in ognuno abbiamo comprato
qualcosa. Parafanghi, portapacchi, porta borracce,
puntapiedi, cavetti, freni, borse per il manubrio e borse
posteriori.
Girare per la citta' in bici e'' uno sballo. Si trovano un
sacco di cose. I parcheggi di bici sono ovunque, alcuni sono
su due piani per poter parcheggiare piu' bici possibile.
Pechino sta cambiando ogni giorno che passa, stanno tirando
giu' intere vie di palazzi e li ricostruiscono nuovi. In
ogni angolo della citta' c'e' un cantiere e palazzi che
vengomno su in pochi mesi. Stanno stravolgendo tutto per le
olimpiadi e ne sono molto orgogliosi di essere loro ad
ospitarle nel 2008.
Per il nostro abbigliamento siamo stati in un mega centro
commerciale di roba taroccata! vendono roba Nike, Adidas,
The North Face e molte altre marche costose. Sembrava il
mercato del pesce, tutti gridavano e cercavano di
accaparrarsi i clienti. La contrattazione era la parte piu'
bella. Sparavano delle cifre come se la roba fosse originale
e poi partiva una contrattazione spietata e solitamente
ottenevamo la roba a un quarto del prezzo.
Una giornata ce la siamo presa di vacanza e siamo andati a
visitare un pezzo di citta' proibita. Non tutta perche'
bisogna pagare troppo. E poi perche' pagare per vedere la
ricchezza degli altri... Lo spirito genovese!
L'altra sera facevo le prove di carico, infilo la tenda
nelle borse, schiaccio poco di piu' e si e strappata la
borsa... Ho provato a tirare le altre cuciture e mi sono
rimaste in mano... Le borse mi sembravano decenti ma alla
fine erano un disastro. Si laceravano infilamdoci roba
dentro... 30 euro buttati via.
Ieri e oggi siamo andati a comprare delle borse belle
capienti e migliori che ci sono costate ancora meno ma
sembrano belle robuste. Questa sera le caricheremo. Io
portero' molto piu' peso di Patrizia per evitare che mi
muoia per strada... Io portero' tenda, fornello, gavetta,
attrezzi, e il mio vestiario. lei portera' solo il suo
vestiario quindi avra' ben pochi chili sulla bici. Poi se
vedo che mi supera gli appioppo qualcosa...
Domani mattina partiremo verso sud, direzione Hong Kong ma
ancora non sappiamo che zig zag fare...improvviseremo strada
facendo.
Ci sentiamo dalla Cina... tra qualche giorno!
Ciao!!
Claudio
P.S. Finalmente basta neve!
Ciao Gente, siamo a Pechino da 10 giorni e domani finalmente
si riparte con le biciclette.
Abbiamo lasciato la nostra macchinina a Ulanbaatar al
padrone della guest house per 200 dollari. E' stato un gran
bel viaggio con la suzukina ma sara' ancora meglio con le
biciclette. Avevo proprio una gran voglia di pedalare.
Il padrone della guest house ci ha aiutato molto per
ottenere i biglietti del treno per raggiungere Pechino. Era
il treno che arrivava da Mosca e solitamente e' super
affollato. La sera ci siamo salutati e ci ha fatto un bello
sconto sulle notti trascorse da lui dicendomi che avevamo
fatto un buon buisness con la suzukina. Col tempo riuscira'
a venderla bene.
La mattina il figlio ci ha svegliati presto e portato alla
biglietteria della stazione. la prima risposta e' stata un
NO secco! Non ci sono posti liberi! ha telefonato al padre
che a sua volta avra' telefonato a qualcuno che conta e in
20 minuti abbiamo ottenuto due biglietti a 45 euro l'uno. Il
padre e' un tizio in gamba, conosce tutti e si fanno dei
favori a vicenda.
Siamo andati ad aspettare il treno sui binari, aveva smesso
da poco di nevicare, la primavera non esiste in Russia e
Mongolia.
E' arrivato il treno, carrozza numero 14. Ha aperto la porta
un cinese, il responsabile della carrozza. Prima di scendere
si e' messo i guanti di gomma e ha pulito le maniglie delle
scalette, agganciato il numero 14 calamitato sulla carrozza
e poi ha preso i nostri biglietti. Ha provato 3 volte a
chiederci da dove venivamo ed e' stata dura
capirlo...mischiava russo cinese e inglese in una
parola...un mito!
Il suo collega ci ha accompagnati nello scompartimento che
abbiamo condiviso con due Svedesi che arrivavano dalla
Russia. Ci hanno consegnato le lenzuola e le due cuccette
non erano affatto male. Un po' dure ma erano meglio dei
sedili della suzukina.
Il treno e' partito in perfetto orario, era strano viaggiare
in un altro mezzo che non fosse la Susina. La periferia di
Ulanbaatar e' fatta da Yurte. E' strano vedere la citta' coi
suoi palazzi e a pochi metri le yurte dei piu' poveri.
Dopo poche ore abbiamo avuto la colazione gratis, era
compresa col biglietto. Da quel momento abbiamo cominciato a
mangiare con le bacchette. Mentre facevo una foto a Patrizia
un cinese e' scoppiato a ridere....
Sul treno c'era di tutto, mongoli, russi, cinesi e
viaggiatori di altre razze.
Il Cinese, responsabile della carrozza, era un
mito...ossesionato dalla pulizia. Probabilmente era
obbligato a far tenere pulita la carrozza ma tutti ridevano
quando passava per ogni scompartimento col sacco della
spazzatura per raccogliere i rifiuti. Non diceva una parola,
si fermava in ogni scompartimento e puntava il dito verso un
pezzetto di carta, un tappo di una bottiglia o qualunque
cosa reputava da buttare. Non gli andava giu' che noi non
gli consegnavamo un rotolo di carta igenica quasi
finito...Per lui era da buttare. Finito il giro dei rifiuti
toglieva i suoi guanti e si metteva in cuccetta.
Due volte e' passato con l'aspirapolvere, sempre coi suoi
guanti di gomma e i suoi modi di fare... Puntava il dito
verso le scarpe o gli zainetti per farli spostare e pulire
bene ovunque. Era il terrore della carrozza...se ti cadeva
una cosa per terra la prendeva come spazzatura.
Nel tardo pomeriggio abbiamo attraversato il deserto del
Gobi, non c'era piu' traccia di neve ma solo qualche
cammello qua e la. C'era molto vento quindi nel treno
entrava la sabbia del deserto. Il cinese si e' dovuto
ripassare tutta la carrozza con l'aspirapolvere...
Verso le 8 di sera abbiamo raggiunto la frontiera. Sono
entrati gli ufficiali a controllare il treno e portare dei
moduli da compilare. hanno ritirato il passaporto a tutti e
portato dentro gli uffici. A noi stranieri il controllo
bagaglio praticamente non esiste ma alcuni russi sono dovuti
scendere con le valige e andare in dogana.
Fortunatamente nessuno ha notato il timbro che avevo sul
passaporto che indicava il possesso di una macchina
all'ingresso del paese. Gli svedesi che erano con noi mi
avevano chiesto che documenti avessi che attestavano la
vendita della macchina a Ulanbaatar...ridendo ho risposto
"nessuno...speriamo che nessuno se ne accorga". Sono rimasti
perplessi dalla risposta.
Il treno ha fatto molte manovre dentro la stazione
sganciando vagoni e portarli dentro un capannone. Dentro
quel capannone sostituivano il blocco delle ruote delle
carrozze visto che in Cina i binari sono piu' stretti di
circa 15 centimetri. Dei sollevatori idraulici alzavano le
carrozze e con un sistema di cavi trascinavano via le ruote
larghe e portavano sotto la carrozza le ruote piu' strette.
Una volta posizionate sotto calavano la carrozza sui nuovi
blocchi. Siamo scesi a fare le foto assieme ad altri
viaggiatori ma una volta che e' tornato il Cinese ci ha
sgridati e riportati in carrozza.
Il treno ha fatto molte altre manovre per riagganciare tutti
i vagoni, agganciare un nuovo vagone ristorante cinese e
tornare in stazione.
Abbiamo trascorso cinque ore in frontiera tra dichiarazioni,
timbri e ruote nuove...
Sul tratto cinese abbbiamo avuto i ticket per la colazione e
il pranzo gratis!
Era mezzanotte quando siamo ripartiti e il cinese ci ha
stupiti per l'ultima volta...aveva la camicia della divisa e
i pantaloni del pigiama. Camminava avanti e indietro nel
corridoio per vedere se era tutto in ordine e poi si e'
messo in branda.
La notte l'abbiamo passata benissimo, abbiamo dormito come
ghiri nelle nostre cuccette. Dal finestrino si vedeva la
Cina.... Non e' poi cosi' lontana da Luceto.
Abbiamo oltrepassato la muraglia cinese e in una stazione
abbiamo dovuto attendere la coincidenza quindi siamo scesi a
fare le foto alla muraglia. In alcuni tratti costeggia la
ferrovia pwer poi sparire dietro le montagne. E' davvero
imponente. Non ci fossero gradinate cosi' lunghe sarebbe
anche bello percorrerla in bicicletta. L'unico modo e' a
piedi anche se alcuni tratti sono a pagamento... Organizzano
i tour per andarli a vedere e fanno pagare il biglietto in
alcuni tratti...che tristezza.
La periferia di Pechino e' immensa ed e' tutto un cantiere.
Stanno continuando a tirare su palazzi e a tirare giu'
baraccopoli. Stanno preparando tutto per le olimpiadi del
2008.
Il treno e' arrivato in orario spaccato alla stazione
centrale di Pechino. 14:31 come da programma.
Con la metro' abbiamo raggiunto il nostro ostello. Il piu'
economico della citta' dove paghiamo 3 euro a testa in
camerata da dieci letti.
In camera c'e' uno spagnolo che vive qui a Pechino. Si
mantiene lavorando, insegna inglese e spagnolo. Ha sparso
vestiti ovunque in tutta la camera e c'e' una puzza di piedi
paurosa. Di notte russa e parla nel sonno. Dice parole in
inglese, spagnolo e cinese.
A mangiare andiamo in una vietta dietro all'ostello dove
paghiamo un euro e mezzo a testa per un piatto di pasta e
gli spiedini. C'e' un tizio col carrettino che fa spiedini,
ormai siamo sempre da lui. Costa poco e sono buoni.
Non siamo stati un giorno fermi qui in citta'. Il primo
giorno abbiamo fatto troppi chilometri a piedi cercando
negozi di bici che non abbiamo trovato. O meglio...abbiamo
trovato negozi di bici super costose o di bici penose.
Il secondo giorno abbiamo trovato negozi di bici non lontano
dall'ostello e dopo una lunga scelta abbiamo comprato due
mountain bike Merida, telaio in alluminio e forcella
ammortizzata. Per Patrizia abbiamo scelto una bici col
telaio piu' piccolo altrimenti avrebbe fatto troppa fatica a
pedalare. Come componentistica non sono male ma appena
consumeremo catene e corone compreremo materiale piu' serio.
Girando in bici per la citta' abbiamo incrociato una
trentina di negozi di bici dove in ognuno abbiamo comprato
qualcosa. Parafanghi, portapacchi, porta borracce,
puntapiedi, cavetti, freni, borse per il manubrio e borse
posteriori.
Girare per la citta' in bici e'' uno sballo. Si trovano un
sacco di cose. I parcheggi di bici sono ovunque, alcuni sono
su due piani per poter parcheggiare piu' bici possibile.
Pechino sta cambiando ogni giorno che passa, stanno tirando
giu' intere vie di palazzi e li ricostruiscono nuovi. In
ogni angolo della citta' c'e' un cantiere e palazzi che
vengomno su in pochi mesi. Stanno stravolgendo tutto per le
olimpiadi e ne sono molto orgogliosi di essere loro ad
ospitarle nel 2008.
Per il nostro abbigliamento siamo stati in un mega centro
commerciale di roba taroccata! vendono roba Nike, Adidas,
The North Face e molte altre marche costose. Sembrava il
mercato del pesce, tutti gridavano e cercavano di
accaparrarsi i clienti. La contrattazione era la parte piu'
bella. Sparavano delle cifre come se la roba fosse originale
e poi partiva una contrattazione spietata e solitamente
ottenevamo la roba a un quarto del prezzo.
Una giornata ce la siamo presa di vacanza e siamo andati a
visitare un pezzo di citta' proibita. Non tutta perche'
bisogna pagare troppo. E poi perche' pagare per vedere la
ricchezza degli altri... Lo spirito genovese!
L'altra sera facevo le prove di carico, infilo la tenda
nelle borse, schiaccio poco di piu' e si e strappata la
borsa... Ho provato a tirare le altre cuciture e mi sono
rimaste in mano... Le borse mi sembravano decenti ma alla
fine erano un disastro. Si laceravano infilamdoci roba
dentro... 30 euro buttati via.
Ieri e oggi siamo andati a comprare delle borse belle
capienti e migliori che ci sono costate ancora meno ma
sembrano belle robuste. Questa sera le caricheremo. Io
portero' molto piu' peso di Patrizia per evitare che mi
muoia per strada... Io portero' tenda, fornello, gavetta,
attrezzi, e il mio vestiario. lei portera' solo il suo
vestiario quindi avra' ben pochi chili sulla bici. Poi se
vedo che mi supera gli appioppo qualcosa...
Domani mattina partiremo verso sud, direzione Hong Kong ma
ancora non sappiamo che zig zag fare...improvviseremo strada
facendo.
Ci sentiamo dalla Cina... tra qualche giorno!
Ciao!!
Claudio
P.S. Finalmente basta neve!
PATRIZIA (ULAANBAATAR - BEIJING, 15/04/2007 - 25/04/2007)
Ciao a tutti, vi scrivo da Beijing, la "capitale delle
biciclette". Sono in un internet cafe' dove ci sono almeno
100 computer. Tanti a casa probabilmente oggi non vanno al
lavoro e in universita', ma qui e' un giorno come tanti
altri!
Allora, allora...dove eravamo rimasti?!
Nel pomeriggio di sabato 14 aprile abbiamo consegnato chiavi
e documenti della Suzukina, soprannominata Susilee, al
proprietario della guesthouse, Tooro, dove alloggiavamo ad
Ulaanbaatar. E lui ci ha dato 200 US dollari...Ne vale molti
di piu', ma dato che la macchinina ha piu' di dieci anni per
chi la compra ci sono almeno 2.000 US dollari di tasse. La
sera verso le 23.00 abbiamo avuto conferma che l'indomani
mattina ci sarebbe stato il treno per Beijing.
15 aprile 2007. Sveglia ore 6.20. Dopo 10 minuti saliamo sul
furgoncino, con il figlio di Tooro, che ci accompagna alla
biglietteria internazionale per comprare i biglietti. Dopo
un primo momento in cui sembrava che non saremmo riusciti ad
avere i biglietti, li otteniamo. Paghiamo 45 euro a testa
per un letto in una cuccetta di seconda classe. Ore 7.30
saliamo sul treno della transmongoliana. Il "capo" del
vagone e' un uomo cinese tutto serio nella sua divisa. I
nostri compagni di scompartimento sono due svedesi, un uomo
ed una donna, sulla sessantina. In treno attraversiamo il
deserto del Gobi e vediamo dei cammelli oltre la staccionata
che costeggia la ferrovia. Durante la giornata vediamo
passare il "capo" del vagone con la camicia mezza sbottonata
che passa l'aspirapolvere e ogni tanto con un sacco della
spazzatura e su ogni cosa che vede, tipo fazzoletti o
cartacce, punta il ditino e se li fa passare! La sera, verso
le 19.30 arriviamo al confine mongolo. Il treno si ferma
nell'ultima stazione mongola. Salgono degli ufficiali che
ritirano i passaporti di tutti e ci consegnano un modulo
d'uscita dal paese da compilare. Alcuni russi scendono con i
bagagli, probabilmente glieli vogliono controllare. Un
cinese li saluta con un sonoro: "SHISLIVA!", Che in russo
significa arrivederci. Ci riconsegnano i passaporti timbrati
ed il treno riparte verso la frontiera cinese. Alla prima
stazione cinese salgono altri ufficiali che ritirano
nuovamente i nostri passaporti e ci consegnano vari fogli da
compilare e dei ticket per colazione e pranzo gratis nel
vagone ristorante. Il treno entra in un capannone, dove
separano ogni vagone dall'altro. Con dei sollevatori
idraulici (me l'ha suggerito Claudio!) alzano ogni vagone e
cambiano le "ruote del treno" facendole scorrere sotto i
vagoni. Il motivo: in Cina le rotaie sono piu' strette che
in Russia e Mongolia. Non c'e' il capo del treno, percio'
riusciamo a scendere dal vagone e fare delle foto. Appena
ritorna ci fa risalire un po' irritato! Ci riconsegnano i
passaporti e ritirano i moduli compilati. Purtroppo in
frontiera non siamo riusciti a cambiare i Tugrigk mongoli.
Vedremo se riusciremo a cambiarli piu' avanti. E' piu' o
meno mezzanotte e trenta e ripartiamo. Finalmente si puo'
andare in bagno. Sono stati chiusi per tutto il tempo che
abbiamo passato fra una frontiera e l'altra. Si va a nanna.
Per me il rumore del treno e' uno meraviglia...dormo come un
ghiro!
Il mattino ci sveglia alle sette una voce dall'interfono che
in inglese ci comunica l'ora. A pranzo nel ristorante, un
cinese mi guarda e ride per come uso le bacchette per
mangiare! Siamo vicini a Beijing. Il treno si ferma in una
stazione. Stiamo guardando fuori dal finestrino ed io leggo
ad alta voce il nome della stazione in cinese. Due cinesi di
fianco a me, data la mia pronuncia scarsa, iniziano a ridere
ed a ripetere per almeno 4 volte cio' che ho detto. Ore
14.31, in orario perfetto, arriviamo in stazione a Beijing.
Cerchiamo un bancomat e preleviamo. Prendiamo la
metropolitana e ci dirigiamo verso un ostello che dovrebbe
essere abbastanza economico. Troviamo 2 letti in un stanza
da dieci per 3 euro a testa. Per mangiare riusciamo a
spendere 1 euro a pasto a testa. Quanto mangiano piccante!
Pero' se si sta attenti si riesce a dirgli di non mettere il
peperoncino prima che ti riempiano il piatto.
Da lunedi' scorso (il 16 aprile) ad oggi abbiamo girato
almeno 20 negozi di biciclette! I primi due giorni sembrava
impossibile trovare dei negozi di biciclette. Gli unici due
di cui sapevamo l'indirizzo erano in due zone dove stanno
smantellando per rimettere a nuovo dei palazzi. Tante zone
di Beijing sono state rifatte nuove e in altre stanno
demolendo per rimettere a nuovo, a volte intere vie sono un
cantiere. Persino la Citta' Proibita era per meta' in
ristrutturazione. Tutto dovuto alle olimpiadi che ci saranno
il prossimo anno. I cinesi sembrano delle formiche a
lavorare...per esempio dietro l'ostello dove alloggiamo, fra
ieri e oggi, hanno costruito un muro davanti a dei negozi
(di cui non capiamo il motivo) lungo almeno 100 metri. Pero'
dopo tanto girare abbiamo trovato due buone biciclette e
siamo riusciti ad equipaggiarle discretamente. La mia e' blu
e quella di Claudio e' bordeaux. I nomi verranno col tempo!
Abbiamo comprato delle borse per il portapacchi posteriore
che sembravano resistenti, masi sono strappate. Cosi' ne
abbiamo prese delle altre diverse che sono piu' robuste!
Finalmente fa piu' caldo! Di giorno in maglietta si sta
bene. Domani partiamo e ci dirigiamo verso sud...
E cosa dire d'altro...La Patty inizia a pedalare...
Ci sentiamo fra un po' di chilometri!
Patrizia
Ciao a tutti, vi scrivo da Beijing, la "capitale delle
biciclette". Sono in un internet cafe' dove ci sono almeno
100 computer. Tanti a casa probabilmente oggi non vanno al
lavoro e in universita', ma qui e' un giorno come tanti
altri!
Allora, allora...dove eravamo rimasti?!
Nel pomeriggio di sabato 14 aprile abbiamo consegnato chiavi
e documenti della Suzukina, soprannominata Susilee, al
proprietario della guesthouse, Tooro, dove alloggiavamo ad
Ulaanbaatar. E lui ci ha dato 200 US dollari...Ne vale molti
di piu', ma dato che la macchinina ha piu' di dieci anni per
chi la compra ci sono almeno 2.000 US dollari di tasse. La
sera verso le 23.00 abbiamo avuto conferma che l'indomani
mattina ci sarebbe stato il treno per Beijing.
15 aprile 2007. Sveglia ore 6.20. Dopo 10 minuti saliamo sul
furgoncino, con il figlio di Tooro, che ci accompagna alla
biglietteria internazionale per comprare i biglietti. Dopo
un primo momento in cui sembrava che non saremmo riusciti ad
avere i biglietti, li otteniamo. Paghiamo 45 euro a testa
per un letto in una cuccetta di seconda classe. Ore 7.30
saliamo sul treno della transmongoliana. Il "capo" del
vagone e' un uomo cinese tutto serio nella sua divisa. I
nostri compagni di scompartimento sono due svedesi, un uomo
ed una donna, sulla sessantina. In treno attraversiamo il
deserto del Gobi e vediamo dei cammelli oltre la staccionata
che costeggia la ferrovia. Durante la giornata vediamo
passare il "capo" del vagone con la camicia mezza sbottonata
che passa l'aspirapolvere e ogni tanto con un sacco della
spazzatura e su ogni cosa che vede, tipo fazzoletti o
cartacce, punta il ditino e se li fa passare! La sera, verso
le 19.30 arriviamo al confine mongolo. Il treno si ferma
nell'ultima stazione mongola. Salgono degli ufficiali che
ritirano i passaporti di tutti e ci consegnano un modulo
d'uscita dal paese da compilare. Alcuni russi scendono con i
bagagli, probabilmente glieli vogliono controllare. Un
cinese li saluta con un sonoro: "SHISLIVA!", Che in russo
significa arrivederci. Ci riconsegnano i passaporti timbrati
ed il treno riparte verso la frontiera cinese. Alla prima
stazione cinese salgono altri ufficiali che ritirano
nuovamente i nostri passaporti e ci consegnano vari fogli da
compilare e dei ticket per colazione e pranzo gratis nel
vagone ristorante. Il treno entra in un capannone, dove
separano ogni vagone dall'altro. Con dei sollevatori
idraulici (me l'ha suggerito Claudio!) alzano ogni vagone e
cambiano le "ruote del treno" facendole scorrere sotto i
vagoni. Il motivo: in Cina le rotaie sono piu' strette che
in Russia e Mongolia. Non c'e' il capo del treno, percio'
riusciamo a scendere dal vagone e fare delle foto. Appena
ritorna ci fa risalire un po' irritato! Ci riconsegnano i
passaporti e ritirano i moduli compilati. Purtroppo in
frontiera non siamo riusciti a cambiare i Tugrigk mongoli.
Vedremo se riusciremo a cambiarli piu' avanti. E' piu' o
meno mezzanotte e trenta e ripartiamo. Finalmente si puo'
andare in bagno. Sono stati chiusi per tutto il tempo che
abbiamo passato fra una frontiera e l'altra. Si va a nanna.
Per me il rumore del treno e' uno meraviglia...dormo come un
ghiro!
Il mattino ci sveglia alle sette una voce dall'interfono che
in inglese ci comunica l'ora. A pranzo nel ristorante, un
cinese mi guarda e ride per come uso le bacchette per
mangiare! Siamo vicini a Beijing. Il treno si ferma in una
stazione. Stiamo guardando fuori dal finestrino ed io leggo
ad alta voce il nome della stazione in cinese. Due cinesi di
fianco a me, data la mia pronuncia scarsa, iniziano a ridere
ed a ripetere per almeno 4 volte cio' che ho detto. Ore
14.31, in orario perfetto, arriviamo in stazione a Beijing.
Cerchiamo un bancomat e preleviamo. Prendiamo la
metropolitana e ci dirigiamo verso un ostello che dovrebbe
essere abbastanza economico. Troviamo 2 letti in un stanza
da dieci per 3 euro a testa. Per mangiare riusciamo a
spendere 1 euro a pasto a testa. Quanto mangiano piccante!
Pero' se si sta attenti si riesce a dirgli di non mettere il
peperoncino prima che ti riempiano il piatto.
Da lunedi' scorso (il 16 aprile) ad oggi abbiamo girato
almeno 20 negozi di biciclette! I primi due giorni sembrava
impossibile trovare dei negozi di biciclette. Gli unici due
di cui sapevamo l'indirizzo erano in due zone dove stanno
smantellando per rimettere a nuovo dei palazzi. Tante zone
di Beijing sono state rifatte nuove e in altre stanno
demolendo per rimettere a nuovo, a volte intere vie sono un
cantiere. Persino la Citta' Proibita era per meta' in
ristrutturazione. Tutto dovuto alle olimpiadi che ci saranno
il prossimo anno. I cinesi sembrano delle formiche a
lavorare...per esempio dietro l'ostello dove alloggiamo, fra
ieri e oggi, hanno costruito un muro davanti a dei negozi
(di cui non capiamo il motivo) lungo almeno 100 metri. Pero'
dopo tanto girare abbiamo trovato due buone biciclette e
siamo riusciti ad equipaggiarle discretamente. La mia e' blu
e quella di Claudio e' bordeaux. I nomi verranno col tempo!
Abbiamo comprato delle borse per il portapacchi posteriore
che sembravano resistenti, masi sono strappate. Cosi' ne
abbiamo prese delle altre diverse che sono piu' robuste!
Finalmente fa piu' caldo! Di giorno in maglietta si sta
bene. Domani partiamo e ci dirigiamo verso sud...
E cosa dire d'altro...La Patty inizia a pedalare...
Ci sentiamo fra un po' di chilometri!
Patrizia
12.4.07
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