CLAUDIO ( PIOGGE, 12/06/2007)
Ciao Gente, siamo a Fuzhou, una citta' sul pacifico a 1150
chilometri a sud di Shanghai. Diciamo che il pacifico non lo
abbiamo ancora visto. E' quasi un mese che siamo sulla costa
ma la strada invece di costeggiare il mare passa attraverso
le montagne.
A Shengzhou eravamo rimasti un giorno fermi a riposare con
la speranza che smettesse di piovere ma ieri ho avuto la
conferma che continuera' a piovere fino a settembre...siamo
nella stagione delle piogge quindi acqua tutti i giorni!
Nella citta' abbiamo cercato un negozio di biciclette per
comprare dell'olio ma sembra un cosa piuttosto rara.
Restavano perplessi quando chiedevo l'olio per le catene.
Nessuno si preoccupa di oliarle. In una specie di officina
dove riparavano moto ho potuto oliare le catene usando
dell'olio motore bruciato. Ero nel marciapiede che con il
penellino ungevo bene le catene e nel frattempo si' formata
una folla di curiosi a guardare cosa diavolo facevamo. Erano
tutti curiosi, non si saranno fermati molti stranieri in
quella citta'.
La pioggia e' cominciata poche ore dopo e non ha smesso fino
alla sera. Molte volte pioviginava ma quando pioveva troppo
forte mettevamo le giacche impermeabili. Quella che usa
Patrizia e valida mentre la mia sembra di spugna...passa
acqua ovunque. Quello che mi fa girare le palle e' che
quella che usa lei era mia ma le avevamo scambiate a casa
perche' la sua per lei era grossa...che fregatura! Quella
giacca e' un pacco e ora mi mette male fare di nuovo lo
scambio.
I sali e scendi sono cominciati dopo pochi chilometri e
Patrizia accusava un po' le salite. Sulla pianura pedala
bene ma sulle salite soffre parecchio.
Abbiamo raggiunto un piccolo passo dove la vista era
spettacolare. Pareti di rocce e un monolite di un centinaio
di metri. Ci siamo fermati a fare merenda e goderci il
paesaggio aprofittando che non pioveva. La sera abbiamo
raggiunto un albergo in una piccola citta' lungo la strada.
Abbiamo pagato 5 euro in due per una camera non troppo
pulita. La proprietaria era seduta all'ingresso del suo
albergo e costruiva i coprisedili per auto che poi vendeva
sulla strada.
Dopo dieci minuti che eravamo in camera hanno bussato alla
porta dei poliziotti. Volevano controllare che avessimo il
passaporto e il visto cinese. Probabilmente era il primo
visto che vedevano e non capivano tanto come era fatto. Uno
di loro parlava inglese quindi gli spiegavo come funzionava
il visto cinese. Non so quanto avesse capito comunque
all'ultimo ha detto OK!
Sulla strada per raggiungere Wenzhou mentre attraversamo un
villaggio ci siamo fermati a guardare un cagnolino
stranissimo. Era colorato come un ape, arancione e nero a
strisce. Non si capiva se lo avevano tinto o se era una
disgrazia della natura. Mentre cercavo di accarezzarlo e'
arrivata la padrona a prenderlo e un'altra signora
continuava a gridare facendo segno che lo vendeva a 2 euro!
Ma chi cazzo lo comprava!
A Wenzhou ci siamo fermati una giornata e finalmente abbiamo
trovato l'olio in un negozio per biciclette. Mentre
lasciavamo la citta' ci siamo fermati al bordo della strada
vicini a un benzanio dove con la benzina ho lavato le
catene. Ho usato la bombola del fornello e lo spazzolino da
denti per pulire bene le corone, la cassetta e la catena.
Una volta pulita ho dato una bella lubrificata a tutto.
Anche in questa occasione non mancava il pubblico!
Nei paesi lungo la strada le officine espongono sui
marciapiedi i motori rigenerati dei camion o altre parti
meccaniche. Riparano qualunque cosa in mezzo alla strada non
preoccupandosi di scaricare l'olio per terra.
Dopo Wenzhou la strada e' diventata un inferno, i sali e
scendi erano diventati dei muri asfaltati e Patrizia ha
sofferto molto. Non c'era possiblita' di accamparsi perche'
erano solamente risaie quindi si poteva solo proseguire.
Impiegavamo ore a salire e pochi minuti a scendere, per poi
ricominciare a salire. Avessi avuto la possiblita' di
portare anche le sue borse lo avrei fatto almeno faticava un
po' meno. Non ha molto peso lei, porta solo i suoi vestiti
ma ha comunque dei chili che in salita si fanno sentire.
Prima di raggiungere l'ultimo passo era gia' diventato buio
e mancavano dieci chiolometri per raggiungere una citta'. Ha
cominciato a piovere forte e la visiblita' era ridotta dalla
nebbia. Nella discesa, in mezzo alla strada c'era un mucchio
di sabbia che qualcuno aveva scaricato chissa' per quale
strano motivo. Patrizia era davanti e le ho gridato di
frenare ma ormai era tardi, e' riuscita comunque a sterzare
e cadere sulla sabbia. Fortunatamente era sabbia e non
ghiaia altrimenti si sarebbe fatta molto male.
Sulla strada non passava nessuno, pochissime macchine o
camion che si dirigevano in qualche villaggio. Chiunque usa
l'autostrada che scorre piu' vicina al pacifico e ha delle
gallerie invece di muri asfaltati. Con cosi' poco passaggio
pero' e' piu' rilassante pedalare, sara' dura per i sali e
scendi ma almeno non ci sono tanti clacson a farci fischiare
le orecchie.
Il paesaggio e' splendido e praticamente disabitato. Foreste
tropicali, canne di bamboo e risaie ai bordi della strada.
Qualche sentiero entra dentro le foreste e porta a qualche
capanna di contadini. Ogni tanto attraversa la strada
qualche serpente o dei ranocchi, di cinesi non ce ne sono
molti.
I villaggi sono molto poveri, le case non completate o semi
distrutte dall'acqua e dall'abbandono. La gente molte volte
ci guarda perplessa, non passano molti stranieri per quelle
strade. Alcune volte, negli angoli dei villaggi, ci sono dei
pisciatoi che non sono altro che batracche con dei
contenitori dove si ci piscia dentro. Non so cosa facciano
del piscio, alla fine e' amoniaca e per qualcosa lo
useranno. Io comunque preferisco pisciare attaccato a un
albero....
Come al solito nelle locande e sopratutto nei ristorantini
cercano sempre di fregarci qualche spicciolo che non cambia
la vita a noi e neppure a loro. quando ci dicono il prezzo
ridono e li si capisce che non e' il prezzo giusto.
In una specie di ristorantino o negozietto o chissa' cos'era
quella casa abbiamo mangiato della pasta "chimica"
(liofilizzata) e bevuto due bibite ad una cifra ridicola...
la padrona ci ha regalato anche un pacco di biscotti. Erano
davvero gentili, il marito era uscito a coprire la bici di
Patrizia perche non si bagnasse e la mia l'ha portata dentro
al riparo. Erano due persone gentilissime, c'era anche un
anziano che ci guardava curioso e perplesso. Giustamente non
capiva dove diavolo andavamo con quel tempo di merda.
Ieri pomeriggio mentre pedalavamo abbiamo visto quattro
cagnolini sul bordo della strada. ci siamo fermati a
guardarli, la mamma non c'era e molto probabilmente erano
stati abbandonati da qualcuno. Avevamo un pacco di biscotti
ma i cuccioli facevano fatca a masticarli quindi li abbiamo
spezzati tutti e bagnati con l'acqua per ammorbidirli un
po'. Erano tre femmine e un maschietto.
Li abbiamo tolti dalla strada e messi nell'erba, non so se
sopraviveranno, forse si. Non potevamo comunque fare altro
che dargli qualcosa da mangiare.
Con le ultime salite siamo arrivati qui a Fuzhou e oggi
abbiamo riposato un po' le gambe. Domani mattina
ripartiremo, mancheranno 800 km di sali e scendi per
raggiungere Hong Kong e pioggia fino a settembre....
Uaoooooooo
Ciao!
Claudio
12.6.07
PATRIZIA (COSTA EST, 2/06/2007 - 12/06/2007)
Ciao gente!
Vi scrivo da Fuzhou, capoluogo di una regione sulla costa
est della Cina. Oggi c'e' il sole (stranamente)!
Allora allora...l'Oceano Pacifico non sono ancora riuscita a
vederlo (se non una baia in mezzo alla nebbia)! E' piu' di
una settimana che, guardando la cartina, ci passiamo a
fianco ma con tutti i monti che ci sono non si vede! La
strada e' un continuo sali e scendi dall'inizio di giugno e
la pioggia continua imperterrita, a parte qualche mezza
giornata di tregua! C'e' la stagione delle pioggie anche
qui!
Il 2 giugno prima di ripartire Shengzhou, avendo finito
l'olio da mettere sulle catene delle bici, ci fermiamo in un
garage che funge da "officina" per motorette e biciclette.
In un barattolo c'e' dell'olio motore usato che Claudio
mette sulle catene con un pennello. In un attimo abbiamo un
sacco di gente intorno che ci fissa, un po' fra lo stupito e
l'inebetito. Qualcuno gioca con i freni delle bici e qualcun
altro fa girare i pedali. Come se in Cina non avessero
biciclette! Quando lasciamo le biciclette parcheggiate in
reception per la notte, la mattina troviamo sempre il cambio
spostato. Non resistono a non toccarlo!
Il paesaggio cambia...dalla pianura a colline verdissime e
coltivate in ogni punto possibile. E anche la strada,
ovviamente da pianeggiante inizia a salire...e scendere.
Una sera, appena dopo essere saliti in una camera di un
alberghetto sulla strada, ci bussano alla porta. Tre
poliziotti in divisa accompagnati dalla padrona dell'albergo
entrano nlla stanza. Ci chiedono i passaporti ed uno che
parla inglese segna i nostri dati su un block notes. Ci
controllano il visto (non ne avevano mai visto uno
probabilmente) e non capendoci troppo chiama qualcuno con il
cellulare. Dopo un po', messo giu' il telefono, ci
riconsegnano i passaporti e se ne vanno. Chissa'!
Il mattino dopo ripartiamo...subito in salita! La sera
arriviamo a Wenzhou, dove, dopo aver girato mezza citta' in
cerca di un albergo non troppo caro che ci accettasse, ne
troviamo uno abbastanza in centro. Alla reception c'e' una
ragazza e seduta su una poltrona una signora piu' anziana.
Le stanze costano da 40 a 90 yuan. La ragazza sta per
indicarci le stanze piu' economiche ma la signora dice che
non sono disponibili. E' solo libera quella piu' costosa.
Chissa' se e' vero! Inizia a piovere e siamo un po' cotti,
cosi' ci fermiamo.
Il 6 giugno ripartiamo da Wenzhou. Sulla strada per uscire
dalla citta' troviamo un negozio di bicilette e compriamo
l'olio. Prima di pranzo, Claudio pulisce le catene, le
corone e i rocchetti con la benzina. Erano pieni di sabbia.
Il 7 giugno, al nostro risveglio, Claudio trova la ruota
posteriore della sua bici sgonfia. Si era bucata il giorno
prima e nella notte lentamente si e' sgonfiata. Che
giornata! Tanta, tanta salita e poca discesa. Io sono
abbastanza cotta e Claudio cerca come puo' di farmi
sorridere! Sono le sette e mezza di sera, inizia a venire
buio e stiamo ancora salendo. Dovrebbero mancare una decina
di chilometri ad una cittadina. Ci fermiamo un attimo,
mangiamo un pacchetto di biscotti e metto la pila in testa.
Ripartiamo e inizia pure a piovere. Dopo 3 chilometri
comincia la discesa ed a piovere piu' forte. Cosi' mettiamo
la giacche antipioggia. Anche con la pila, con la pioggia in
mezzo al buio non si vede molte. Quando passa qualche
macchina ci fa un po' piu' di luce. Mancheranno 4 chilometri
alla citta'. Sto davanti io con la pila. Ad un certo punto
vedo una macchia di sabbia davanti a me. Penso sia della
sabbiolina sull'asfalto. Dopo un attimo distinguo che e' un
ucchio di sabbia e sento Claudio che mi grida. Freno ma sono
troppo vicina, e con la pioggia i copertoni scivolano.
Finiscono di lato con la bici nella sabbia. Per fortuna non
ci sono finita dritta!Finalmente arriviamo nella citta' e
troviamo subito un posto dove dormire.
Dopo una bella dormita, non troppo presto ripartiamo. Piove
dal mattino ma la strada e' migliore. Un po' di sali e
scendi ma percorriamo una fantastica discesa di 10
chilometri! Uao! Alle 3 del pomeriggio, dopo solo 55
chilometri ci fermiamo in una citta'. Quella dopo e' troppo
distante.
Il giorno dopo la strada continua ad essere su e giu' ma non
piove e c'e' pochissimo traffico. Alle tre e mezza troviamo
un posto dove mangiare. E' abbastanza povero. Lasciamo le
bici fuori ed inizia a piovere. L'uomo che ci ospita porta
dentro la bici di Claudio e copre la mia con una mantella.
Quando chiediamo il conto sono onestissimi. Stiamo per
andare via e ci regalano un pacchetto di biscotti. Abbraccio
calorosamente la figlia e li ringraziamo. Che gentili.
Riempe il cuore quando incontri delle persone cosi'!
Mentre pedalo vedo dei contadini che a piedi nudi in mezzo
alla terra arano il campo con l'aiuto dei bufali d'acqua. E
tanti che con delle bici o carrettini veramente mal messi
pedalano come se fossero al giro d'Italia. Come sono in
gamba!
E' domenica 10 giugno, dopo aver percorso non molti
chilometri sotto una pioggia battente ci fermiamo in una
cittadina. La mattina dopo ripartiamo con 6 chilometri di
salita e poi continui sali a scendi fino a Fuzhou. A bordo
della strada vediamo dei cagnolini di pochissimi mesi. Sono
quattro, tre femmine ed un maschio. Ci avviciniamo a loro.
Come sono belli. Sono senza la mamma e non hanno da
mangiare. non hanno ancora tutti i dentini formati gli
spezzettiamo dei biscotti e glieli bagnamo con dell'acqua
per ammorbidirli. In un contenitore di plastica gli mettiamo
dell'acqua. Mangiano un po' e poi si mettono a giocare. Noi
ripartiamo silenziosi. Speriamo che se la cavino.
Oggi stiamo fermi...domani ripartiamo, l'acqua credo ci
accompagni ancora per un po' e le salite anche! Prima di
fine mese dovremmo raggiungere Hong Kong.
Percorsi 2893 chilometri...
A presto cari,
Patrizia
Ciao gente!
Vi scrivo da Fuzhou, capoluogo di una regione sulla costa
est della Cina. Oggi c'e' il sole (stranamente)!
Allora allora...l'Oceano Pacifico non sono ancora riuscita a
vederlo (se non una baia in mezzo alla nebbia)! E' piu' di
una settimana che, guardando la cartina, ci passiamo a
fianco ma con tutti i monti che ci sono non si vede! La
strada e' un continuo sali e scendi dall'inizio di giugno e
la pioggia continua imperterrita, a parte qualche mezza
giornata di tregua! C'e' la stagione delle pioggie anche
qui!
Il 2 giugno prima di ripartire Shengzhou, avendo finito
l'olio da mettere sulle catene delle bici, ci fermiamo in un
garage che funge da "officina" per motorette e biciclette.
In un barattolo c'e' dell'olio motore usato che Claudio
mette sulle catene con un pennello. In un attimo abbiamo un
sacco di gente intorno che ci fissa, un po' fra lo stupito e
l'inebetito. Qualcuno gioca con i freni delle bici e qualcun
altro fa girare i pedali. Come se in Cina non avessero
biciclette! Quando lasciamo le biciclette parcheggiate in
reception per la notte, la mattina troviamo sempre il cambio
spostato. Non resistono a non toccarlo!
Il paesaggio cambia...dalla pianura a colline verdissime e
coltivate in ogni punto possibile. E anche la strada,
ovviamente da pianeggiante inizia a salire...e scendere.
Una sera, appena dopo essere saliti in una camera di un
alberghetto sulla strada, ci bussano alla porta. Tre
poliziotti in divisa accompagnati dalla padrona dell'albergo
entrano nlla stanza. Ci chiedono i passaporti ed uno che
parla inglese segna i nostri dati su un block notes. Ci
controllano il visto (non ne avevano mai visto uno
probabilmente) e non capendoci troppo chiama qualcuno con il
cellulare. Dopo un po', messo giu' il telefono, ci
riconsegnano i passaporti e se ne vanno. Chissa'!
Il mattino dopo ripartiamo...subito in salita! La sera
arriviamo a Wenzhou, dove, dopo aver girato mezza citta' in
cerca di un albergo non troppo caro che ci accettasse, ne
troviamo uno abbastanza in centro. Alla reception c'e' una
ragazza e seduta su una poltrona una signora piu' anziana.
Le stanze costano da 40 a 90 yuan. La ragazza sta per
indicarci le stanze piu' economiche ma la signora dice che
non sono disponibili. E' solo libera quella piu' costosa.
Chissa' se e' vero! Inizia a piovere e siamo un po' cotti,
cosi' ci fermiamo.
Il 6 giugno ripartiamo da Wenzhou. Sulla strada per uscire
dalla citta' troviamo un negozio di bicilette e compriamo
l'olio. Prima di pranzo, Claudio pulisce le catene, le
corone e i rocchetti con la benzina. Erano pieni di sabbia.
Il 7 giugno, al nostro risveglio, Claudio trova la ruota
posteriore della sua bici sgonfia. Si era bucata il giorno
prima e nella notte lentamente si e' sgonfiata. Che
giornata! Tanta, tanta salita e poca discesa. Io sono
abbastanza cotta e Claudio cerca come puo' di farmi
sorridere! Sono le sette e mezza di sera, inizia a venire
buio e stiamo ancora salendo. Dovrebbero mancare una decina
di chilometri ad una cittadina. Ci fermiamo un attimo,
mangiamo un pacchetto di biscotti e metto la pila in testa.
Ripartiamo e inizia pure a piovere. Dopo 3 chilometri
comincia la discesa ed a piovere piu' forte. Cosi' mettiamo
la giacche antipioggia. Anche con la pila, con la pioggia in
mezzo al buio non si vede molte. Quando passa qualche
macchina ci fa un po' piu' di luce. Mancheranno 4 chilometri
alla citta'. Sto davanti io con la pila. Ad un certo punto
vedo una macchia di sabbia davanti a me. Penso sia della
sabbiolina sull'asfalto. Dopo un attimo distinguo che e' un
ucchio di sabbia e sento Claudio che mi grida. Freno ma sono
troppo vicina, e con la pioggia i copertoni scivolano.
Finiscono di lato con la bici nella sabbia. Per fortuna non
ci sono finita dritta!Finalmente arriviamo nella citta' e
troviamo subito un posto dove dormire.
Dopo una bella dormita, non troppo presto ripartiamo. Piove
dal mattino ma la strada e' migliore. Un po' di sali e
scendi ma percorriamo una fantastica discesa di 10
chilometri! Uao! Alle 3 del pomeriggio, dopo solo 55
chilometri ci fermiamo in una citta'. Quella dopo e' troppo
distante.
Il giorno dopo la strada continua ad essere su e giu' ma non
piove e c'e' pochissimo traffico. Alle tre e mezza troviamo
un posto dove mangiare. E' abbastanza povero. Lasciamo le
bici fuori ed inizia a piovere. L'uomo che ci ospita porta
dentro la bici di Claudio e copre la mia con una mantella.
Quando chiediamo il conto sono onestissimi. Stiamo per
andare via e ci regalano un pacchetto di biscotti. Abbraccio
calorosamente la figlia e li ringraziamo. Che gentili.
Riempe il cuore quando incontri delle persone cosi'!
Mentre pedalo vedo dei contadini che a piedi nudi in mezzo
alla terra arano il campo con l'aiuto dei bufali d'acqua. E
tanti che con delle bici o carrettini veramente mal messi
pedalano come se fossero al giro d'Italia. Come sono in
gamba!
E' domenica 10 giugno, dopo aver percorso non molti
chilometri sotto una pioggia battente ci fermiamo in una
cittadina. La mattina dopo ripartiamo con 6 chilometri di
salita e poi continui sali a scendi fino a Fuzhou. A bordo
della strada vediamo dei cagnolini di pochissimi mesi. Sono
quattro, tre femmine ed un maschio. Ci avviciniamo a loro.
Come sono belli. Sono senza la mamma e non hanno da
mangiare. non hanno ancora tutti i dentini formati gli
spezzettiamo dei biscotti e glieli bagnamo con dell'acqua
per ammorbidirli. In un contenitore di plastica gli mettiamo
dell'acqua. Mangiano un po' e poi si mettono a giocare. Noi
ripartiamo silenziosi. Speriamo che se la cavino.
Oggi stiamo fermi...domani ripartiamo, l'acqua credo ci
accompagni ancora per un po' e le salite anche! Prima di
fine mese dovremmo raggiungere Hong Kong.
Percorsi 2893 chilometri...
A presto cari,
Patrizia
1.6.07
CLAUDIO (VERSO SUD, 1/06/2007)
Ciao Gente, oggi non abbiamo pedalato, questa mattina pioveva troppo forte quindi mi sono girato dall'altra parte e abbiamo continuato a dormire. Avevamo gia' preso troppa acqua ieri e poi avevamo troppo sonno per prendere una decisione...no no, piove troppo...buona notte!
Non abbiamo fatto molti chilometri da Shanghai, la stiamo prendendo bassa....
A uscire da Shanghai non e' stato un gran che' difficile, in un paio d'ore eravamo fuori dalla citta' ma il problema e' che abbiamo imboccato la strada sbagliata. Non avevamo la minima idea di dove eravamo finiti ma quando la chidevamo informazioni la gente faceva segno di proseguire. Sulle mappe non era segnata quella strada ma andavamo comunque verso sud. La sera ci siamo fermati in una citta' che non sappiamo ancora adesso il nome e il luogo esatto ma era davvero carina. Il fiume si divideva in numerosi canali che passavano nel mezzo della citta'. Il giorno seguente abbiamo incontrato la strada giusta dopo 30 chilometri. Le stradine secondarie sono molto piu' piacevoli da percorrere ma il problema e' che mancano cartelli stradali quindi molte volte diventa uno stress chiedere continuamente indicazioni.
Tre giorni di pedalata ed abbiamo raggiunto Hangzhou, una citta' molto bella sulle rive del lago. Anche qui nella citta' scorrono numerosi canali che alimentano il lago. Il posto era piacevole anche se troppo turistico. Abbiamo alloggiato in un ostello due giorni.
Uscire dalla citta' e' stato un martirio...avevo chiesto informazioni all'ostello su quale strada prendere ma probabilmente non lo sapevano neppure loro visto che ci hanno mandato dalla parte opposta! Abbiamo girato mezza giornata per trovare la via giusta. Quando chiedevamo informazione alla gente rimanevano perplessi e non sapevano dove mandarci...eravamo finiti completamente fuori strada. Ho cominciato a dubitare sulle mie teroie...viaggiare senza GPS e' piu' bello... Lo avessimo avuto quel giorno magari era meglio. C'e' da dire pero' che se non avessimo sbagliato direzione quando siamo usciti da Shanghai non avremmo visto quella bella citta' che non sappiamo come diavolo si chiama. Ci sono i pro e i contro...
In ogni citta', solitamente nelle piazze vicino al centro, ci sono degli attrezzi per fare degli esercizi. Solitamente gli anziani ma non solo loro ogni giorno fanno le loro ore di esercizi per mantenersi informa. Fanno molta ginnastica e molte volte fanno esercizi di gruppo accompagnati dalla musica.
Per le vie della citta' nurosi sono i concessionari di motorini o bici elettriche. Raramente si trovano concessionari di macchine nelle piccole citta'. Non avrebbe senso, molti non potrebbero permettersi una macchina quindi in ogni via ci sono negozi di motorette, carretti o biciclette elettriche. Nelle citta' grandi non mancano i macchinoni, alcune volte si vedono concessionari Ferrari e Maserati vicino ai negozi di motorette.
Le biciclette a pedali man mano vengono rimpiazzate da quelle elettriche che stanno prendendo sempre piu' campo. I carrettini a tre ruote sono sia a pedali che elettrici, chi riesce modifica quelli a pedali mettendoci un motore elettrico. Si saranno rotti le palle di pedalare. Molti usano i carrettini o biciclette come officine ambulanti, vanno a recuperare la gente che ha forato o magari ha strappato la catena per strada. Caricano pompette, camere d'aria e qualche attrezzo cosi' fanno da pronto intervento. Altri attrezzano la loro bici come cucina ambulante, chi fa spiedini o piatti freddi negli angoli della citta'. Sono i ristoranti piu' economici che si possano trovare. Solitamente ci fregano una monetina ma quella non cambia la vita a noi e fa felici loro.... Paghiamo un euro per mangiare in due quindi non ci lamentiamo.
Lungo la strada solitamente paghiamo la stessa cifra o poco piu' per una zuppa di pasta. I piatti col riso e verdure ci costano il doppio. Capita che paghiamo 2 euro e mezzo per mangiare in due. Sarebbe bello riuscire a comunicare in qualche modo ma alle volte risulta impossibile. La gestualita' e' completamente diversa dalla nostra e le cose che per noi sono semplici da capire per loro sono un mistero. Lo stesso viceversa, ci fanno dei segni che per loro sono ovvi ma per noi sono indecifrabili.
Fuori dai ristorantini lungo la strada molti hanno un tavolo da bigliardo dove i perdi giorno passano intere giornate a giocare con gli amici. Se non c'e' il bigliardo allora si mettono in un angolo all'ombra a giocare a carte. Molti passano cosi' le loro giornate.
Ieri mattina siamo partiti da una piccola citta' ed avevo finito l'olio per la catena. Siamo andati in un negozio di bici per comprarlo e ho fatto vedere la bomboletta dell'olio finita in modo che capisse che cosa ci serviva. Guardava la bomboletta inebetito e cercava di capire cosa fosse quella cosa misteriosa....ho sorriso, preso la mia bomboletta vuota e siamo ripartiti. Prima di lasciare la citta' abbiamo visto una piccola officina dove riparavano le biciclette. Piu' che un officina era una cantina ma a noi serviva solo dell'olio. Il "meccanico" era sulla sua sdraio che dormiva e io cercavo inutilmente di svegliarlo. E' arrivata la moglie e gli ha tirato una pacca forte sulla spalla, lui ha aperto gli occhi, mi ha un po' guardato e si e' girato dall'altra parte a dormire. C'era il barattolo dell'olio quindi mi sono servito da solo e ho oliato le catene. La moglie gridava di tutto al marito, probabilmente lo stava insultando.
Ieri sera siamo arrivati qui sotto la pioggia. Abbiamo pedalato 3 ore sotto l'acqua e quando abbiamo raggiunto la citta' eravamo zuppi. Abbiamo trovato un alloggi economico e a due passi un ristorantino dove non si mangiava male. Come al solito aveva tutto il mangiare in esposizione, vasche con i pesci, tartarughe, gamberetti e una papera morta. In un sacco trasparente aveva un grosso serpente. Mi ci sono avvicinato per vedere se era un cobra e i camerieri facevano i gradassi facendosi vedere coraggiosi da noi due. Toccavano il serpente e lo sbattevano avanti e indietro, lo schiacciavano e ridevano. Ho smesso di guardarlo almeno la povera bestia non avrebbe piu' sofferto prima di finire in pentola.
Domani mattina, pioggia o non pioggia, ripartiremo verso sud. Tra un paio di giorni saremo sul Pacifico.
Ciao a Tutti!!
Claudio
Ciao Gente, oggi non abbiamo pedalato, questa mattina pioveva troppo forte quindi mi sono girato dall'altra parte e abbiamo continuato a dormire. Avevamo gia' preso troppa acqua ieri e poi avevamo troppo sonno per prendere una decisione...no no, piove troppo...buona notte!
Non abbiamo fatto molti chilometri da Shanghai, la stiamo prendendo bassa....
A uscire da Shanghai non e' stato un gran che' difficile, in un paio d'ore eravamo fuori dalla citta' ma il problema e' che abbiamo imboccato la strada sbagliata. Non avevamo la minima idea di dove eravamo finiti ma quando la chidevamo informazioni la gente faceva segno di proseguire. Sulle mappe non era segnata quella strada ma andavamo comunque verso sud. La sera ci siamo fermati in una citta' che non sappiamo ancora adesso il nome e il luogo esatto ma era davvero carina. Il fiume si divideva in numerosi canali che passavano nel mezzo della citta'. Il giorno seguente abbiamo incontrato la strada giusta dopo 30 chilometri. Le stradine secondarie sono molto piu' piacevoli da percorrere ma il problema e' che mancano cartelli stradali quindi molte volte diventa uno stress chiedere continuamente indicazioni.
Tre giorni di pedalata ed abbiamo raggiunto Hangzhou, una citta' molto bella sulle rive del lago. Anche qui nella citta' scorrono numerosi canali che alimentano il lago. Il posto era piacevole anche se troppo turistico. Abbiamo alloggiato in un ostello due giorni.
Uscire dalla citta' e' stato un martirio...avevo chiesto informazioni all'ostello su quale strada prendere ma probabilmente non lo sapevano neppure loro visto che ci hanno mandato dalla parte opposta! Abbiamo girato mezza giornata per trovare la via giusta. Quando chiedevamo informazione alla gente rimanevano perplessi e non sapevano dove mandarci...eravamo finiti completamente fuori strada. Ho cominciato a dubitare sulle mie teroie...viaggiare senza GPS e' piu' bello... Lo avessimo avuto quel giorno magari era meglio. C'e' da dire pero' che se non avessimo sbagliato direzione quando siamo usciti da Shanghai non avremmo visto quella bella citta' che non sappiamo come diavolo si chiama. Ci sono i pro e i contro...
In ogni citta', solitamente nelle piazze vicino al centro, ci sono degli attrezzi per fare degli esercizi. Solitamente gli anziani ma non solo loro ogni giorno fanno le loro ore di esercizi per mantenersi informa. Fanno molta ginnastica e molte volte fanno esercizi di gruppo accompagnati dalla musica.
Per le vie della citta' nurosi sono i concessionari di motorini o bici elettriche. Raramente si trovano concessionari di macchine nelle piccole citta'. Non avrebbe senso, molti non potrebbero permettersi una macchina quindi in ogni via ci sono negozi di motorette, carretti o biciclette elettriche. Nelle citta' grandi non mancano i macchinoni, alcune volte si vedono concessionari Ferrari e Maserati vicino ai negozi di motorette.
Le biciclette a pedali man mano vengono rimpiazzate da quelle elettriche che stanno prendendo sempre piu' campo. I carrettini a tre ruote sono sia a pedali che elettrici, chi riesce modifica quelli a pedali mettendoci un motore elettrico. Si saranno rotti le palle di pedalare. Molti usano i carrettini o biciclette come officine ambulanti, vanno a recuperare la gente che ha forato o magari ha strappato la catena per strada. Caricano pompette, camere d'aria e qualche attrezzo cosi' fanno da pronto intervento. Altri attrezzano la loro bici come cucina ambulante, chi fa spiedini o piatti freddi negli angoli della citta'. Sono i ristoranti piu' economici che si possano trovare. Solitamente ci fregano una monetina ma quella non cambia la vita a noi e fa felici loro.... Paghiamo un euro per mangiare in due quindi non ci lamentiamo.
Lungo la strada solitamente paghiamo la stessa cifra o poco piu' per una zuppa di pasta. I piatti col riso e verdure ci costano il doppio. Capita che paghiamo 2 euro e mezzo per mangiare in due. Sarebbe bello riuscire a comunicare in qualche modo ma alle volte risulta impossibile. La gestualita' e' completamente diversa dalla nostra e le cose che per noi sono semplici da capire per loro sono un mistero. Lo stesso viceversa, ci fanno dei segni che per loro sono ovvi ma per noi sono indecifrabili.
Fuori dai ristorantini lungo la strada molti hanno un tavolo da bigliardo dove i perdi giorno passano intere giornate a giocare con gli amici. Se non c'e' il bigliardo allora si mettono in un angolo all'ombra a giocare a carte. Molti passano cosi' le loro giornate.
Ieri mattina siamo partiti da una piccola citta' ed avevo finito l'olio per la catena. Siamo andati in un negozio di bici per comprarlo e ho fatto vedere la bomboletta dell'olio finita in modo che capisse che cosa ci serviva. Guardava la bomboletta inebetito e cercava di capire cosa fosse quella cosa misteriosa....ho sorriso, preso la mia bomboletta vuota e siamo ripartiti. Prima di lasciare la citta' abbiamo visto una piccola officina dove riparavano le biciclette. Piu' che un officina era una cantina ma a noi serviva solo dell'olio. Il "meccanico" era sulla sua sdraio che dormiva e io cercavo inutilmente di svegliarlo. E' arrivata la moglie e gli ha tirato una pacca forte sulla spalla, lui ha aperto gli occhi, mi ha un po' guardato e si e' girato dall'altra parte a dormire. C'era il barattolo dell'olio quindi mi sono servito da solo e ho oliato le catene. La moglie gridava di tutto al marito, probabilmente lo stava insultando.
Ieri sera siamo arrivati qui sotto la pioggia. Abbiamo pedalato 3 ore sotto l'acqua e quando abbiamo raggiunto la citta' eravamo zuppi. Abbiamo trovato un alloggi economico e a due passi un ristorantino dove non si mangiava male. Come al solito aveva tutto il mangiare in esposizione, vasche con i pesci, tartarughe, gamberetti e una papera morta. In un sacco trasparente aveva un grosso serpente. Mi ci sono avvicinato per vedere se era un cobra e i camerieri facevano i gradassi facendosi vedere coraggiosi da noi due. Toccavano il serpente e lo sbattevano avanti e indietro, lo schiacciavano e ridevano. Ho smesso di guardarlo almeno la povera bestia non avrebbe piu' sofferto prima di finire in pentola.
Domani mattina, pioggia o non pioggia, ripartiremo verso sud. Tra un paio di giorni saremo sul Pacifico.
Ciao a Tutti!!
Claudio
PATRIZIA (CINA, 24/05/2007 - 1/06/2007)
Ciao a tutti!
Siamo a Shengzhou, citta' a sud di Shanghai. Abbiamo trovato un albergo ed a due passi casualmente oggi abbiamo visto un internet point. Cosi' eccomi qua a scrivervi!
IL 25 maggio, dopo aver salutato Francesca, ripartiamo da Shanghai. Per uscire dall'area urbana della citta' impieghiamo mezza giornata e nel pomeriggio non sappiamo ancora esattamente su quale strada siamo. La direzione e' giusta (abbiamo la bussola!) ma la strada chissa'! La sera arrivati in una citta', di cui scopriamo il nome solo il giorno dopo, ci fermiamo a dormire in un alberghetto. Sulla porta della stanza le regole dell'albergo con l'intestazione che riporta la seguente frase "Polizia di Shagnghai". Noo siamo ancora nel comune di Shanghai...ma quanto e' grande!
Chiedendo indicazioni a qualcuno riusciamo a trovare la strada. All'inizio nessun cartello che indichi almeno un paese nella direzione in cui dobbiamo andare, ma dopo 20 km ecco un cartello...siamo sulla strada giusta. La sera dopo un albergo da cui ci mandano via (chissa' perche'), ne troviamo un altro dove la ragazza alla reception e' veramente troppo operativa! In un attimo ha scritto i nostri dati, ci ha fatto vedere la stanza e consegnato le chiavi. Che bello quando si trova qualcuno che ti capisce "alla prima" ed e' gentile.
Il 27 maggio arriviamo ad Hangzhou, una citta' che si trova tutt'intorno ad un laghetto (west lake). E' molto carina ma c'e' un'umidita' tale da farti sembrare la temperatura intorno ai 40 gradi! Ci fermiamo 2 giorni ed alloggiamo in un ostello. Negli alberghetti piu' economici non veniamo accettati.
Il 30 Maggio ripartiamo da Hangzhou. Impieghiamo la solita mezza giornata per uscire dalla citta' ma prendiamo la strada giusta! Mentre sto pedalando, passo di fianco ad un camioncino fermo, apre la portiera e per poco non me la tira addosso. Penso: "avra' dovuto scendere di fretta". Giro lo sguardo e vedo che invece doveva sputare! Mentre stiamo pedalando in salita, superiamo una bici con il carretto attaccato dietro. L'"autista" ci saluta con un bel sorriso e dietro c'e' sua figlia che dorme beatamente nel carretto. Che dormite ci si fa da piccoli in qualsiasi situazione! Sulla strada, a pochi chilometri da shaoxing, un ragazzo cinese, su una bici abbastanza sgangherata ci affianca un po' affannato e ci chiede di andare piu' piano, doveva chiederci da dove venivamo!
E la prima giornata di pioggia e' arrivata! Ieri abbiamo pedalato quasi tutta la giornata sotto l'acqua. Le cose nelle borse erano tutte fasciate con i sacchetti di nylon e non si sono bagnate e noi con le giacche in goretex nemmeno. A parte le scarpe e le calze che la sera erano abbastanza fradice.
Stamattina diluviava ancora cosi' abbiamo deciso di stare qui una giornata e di ripartire domani! Speriamo ci sia il sole! Fra qualche giono dovremmo raggiungere l'oceano Pacifico...
A presto,
Patri
Ciao a tutti!
Siamo a Shengzhou, citta' a sud di Shanghai. Abbiamo trovato un albergo ed a due passi casualmente oggi abbiamo visto un internet point. Cosi' eccomi qua a scrivervi!
IL 25 maggio, dopo aver salutato Francesca, ripartiamo da Shanghai. Per uscire dall'area urbana della citta' impieghiamo mezza giornata e nel pomeriggio non sappiamo ancora esattamente su quale strada siamo. La direzione e' giusta (abbiamo la bussola!) ma la strada chissa'! La sera arrivati in una citta', di cui scopriamo il nome solo il giorno dopo, ci fermiamo a dormire in un alberghetto. Sulla porta della stanza le regole dell'albergo con l'intestazione che riporta la seguente frase "Polizia di Shagnghai". Noo siamo ancora nel comune di Shanghai...ma quanto e' grande!
Chiedendo indicazioni a qualcuno riusciamo a trovare la strada. All'inizio nessun cartello che indichi almeno un paese nella direzione in cui dobbiamo andare, ma dopo 20 km ecco un cartello...siamo sulla strada giusta. La sera dopo un albergo da cui ci mandano via (chissa' perche'), ne troviamo un altro dove la ragazza alla reception e' veramente troppo operativa! In un attimo ha scritto i nostri dati, ci ha fatto vedere la stanza e consegnato le chiavi. Che bello quando si trova qualcuno che ti capisce "alla prima" ed e' gentile.
Il 27 maggio arriviamo ad Hangzhou, una citta' che si trova tutt'intorno ad un laghetto (west lake). E' molto carina ma c'e' un'umidita' tale da farti sembrare la temperatura intorno ai 40 gradi! Ci fermiamo 2 giorni ed alloggiamo in un ostello. Negli alberghetti piu' economici non veniamo accettati.
Il 30 Maggio ripartiamo da Hangzhou. Impieghiamo la solita mezza giornata per uscire dalla citta' ma prendiamo la strada giusta! Mentre sto pedalando, passo di fianco ad un camioncino fermo, apre la portiera e per poco non me la tira addosso. Penso: "avra' dovuto scendere di fretta". Giro lo sguardo e vedo che invece doveva sputare! Mentre stiamo pedalando in salita, superiamo una bici con il carretto attaccato dietro. L'"autista" ci saluta con un bel sorriso e dietro c'e' sua figlia che dorme beatamente nel carretto. Che dormite ci si fa da piccoli in qualsiasi situazione! Sulla strada, a pochi chilometri da shaoxing, un ragazzo cinese, su una bici abbastanza sgangherata ci affianca un po' affannato e ci chiede di andare piu' piano, doveva chiederci da dove venivamo!
E la prima giornata di pioggia e' arrivata! Ieri abbiamo pedalato quasi tutta la giornata sotto l'acqua. Le cose nelle borse erano tutte fasciate con i sacchetti di nylon e non si sono bagnate e noi con le giacche in goretex nemmeno. A parte le scarpe e le calze che la sera erano abbastanza fradice.
Stamattina diluviava ancora cosi' abbiamo deciso di stare qui una giornata e di ripartire domani! Speriamo ci sia il sole! Fra qualche giono dovremmo raggiungere l'oceano Pacifico...
A presto,
Patri
24.5.07
CLAUDIO (SHANGHAI, 23/05/2007)
Ciao Gente, siamo a Shanghai da cinque giorni, trascorriamo
le
notti in un ostello aperto da un mese. E' pulito, carino e
fuori dal casino. E' il piu' economico che abbiamo trovato.
Dall'ultima mail abbiamo percorso altri 600 chilometri per
raggiungere la citta'.
Il panorama e' lentamente cambiato, qualche sali e scendi,
paludi e il solito vento contrario. Nei campi coltivati,
legati agli alberi, riposavano i bufali che i contadini
spesso usano per arare i campi o come mezzo per trasportare
il materiale. Quei bestioni amano l'acqua e molte volte
passano la giornata a mollo dentro le paludi. Sembrano degli
ippopotami, grigi e con pochissimo pelo.
Nei campi i pastori facevano pascolare i loro bufali e le
pecore ma c'erano anche molti pastori che portavano a
pascolare le oche. Solitamente le portavano in riva alle
paludi e passavano la giornata sdraiati a guardare le oche
sguazzare.
Nei numerosi sali e scendi alcune volte aspettavo Patrizia
che faticava un po' di piu', se non si e' molto allenati i
sali e scendi sono davvero fastidiosi.
In una di queste occasioni non vedendola arrivare sono
tornato indietro ed era ferma con un problema alla bici. Le
era uscita la catena e si era incastrata tra il pedale e il
movimento centrale. Ho cominciato a ridere e mi chiedevo
come cavolo aveva fatto a fare un numero del genere.
Probabilmente in staccata...
Ci sono voluti dieci minuti a sistemare la catena e altri
dieci per ripulirci dal grasso.
La temperatura si e' alzata di qualche grado e con tanta
umidita' si suda parecchio.
Le notti le passiamo sempre negli alberghi nei villaggi,
costano 2 o 3 euro a testa, non sono puliti ma non si puo'
pretendere troppo per quella cifra.
Molte volte i quegli alberghi veniamo rifiutati, il motivo
non si sa, non si sforzano a spiegarlo. Probabilmente il
governo non vuole che i cinesi nei villaggi abbiano contatti
con gli occidentali.
L'avvicinamento a Shanghai era segnato dalle numerose citta'
lungo la strada, e' impossibile restare soli per piu' di tre
minuti, il territorio e' completamente occupato da citta' e
villaggi.
Le citta' sono perennemente in costruzione, appena ne
finiscono una parte buttano giu' un'altra per ricostruirla.
Ci sono cantieri ovunque, continuano a costruire palazzi e
grattacieli. Anche le strade sono sempre stravolte dai
lavori, trovare le vie d'uscita da una citta' puo' risultare
drammatico. Non mettono cartelli da nessuna parte quindi e'
un continuo chiedere informazioni per trovare la via giusta.
Una volta in un grosso incrocio abbiamo usato la bussola per
capire dov'era l'est e scegliere la strada giusta.
I cinesi sono solitamente disponibili a dare informazione,
molte volte non sanno quale sia la via giusta ma cercano
comunque di aiutarci.
La periferia di Shanghai e' cominciata a 36 chilometri dal
centro. Gli ultimi chilometri sono stati uno stress,
nonostante il divieto delle motociclette e i carretti sulla
pista ciclabile passava chiunque. Alcune volte anche le
macchine si infilavano tra le bici creando degli ingorghi
infiniti. Abbiamo impiegato tre ore a raggiungere il centro,
i soliti cantieri stradali ci hanno fatto perdere la strada.
La prima notte l'abbiamo trascorsa in un ostello al centro
ma non era il massimo della vita. Non era economico e poi mi
stavano sulle palle i proprietari. Ci hanno fatto pure
pagare il deposito maggiorato per le biciclette perche'
secondo loro erano ingombranti. Era troppo tardi ed eravamo
troppo stanchi per mandarli a cagare quindi abbiamo
trascorso li la prima notte. I dormitori erano separati,
uomini e donne...che idiozia....sembrava di essere in Iran
dove i sessi sono rigorosamente separati.
Il giorno dopo abbiamo cambiato ostello, raggiungerlo e'
stato un disastro. Si trovava dall'altra parte del fiume e
nessun ponte di collegamento era permesso alle biciclette. I
primi disagi li abbiamo avuti con la polizia che non ci
lasciava attraversare la strada perche' era vietato, quindi
servirsi del sottopassaggio che pero' anche quello era
vietato alle bici. In un quarto d'ora siamo riusciti ad
attraversare la strada e raggiungere il fiume. Per
l'attraversamento abbiamo preso una barca che fa servizio da
una sponda all'altra per gente con la bicicletta e motorini.
Abbiamo impiegato mezza giornata a percorrere 8
chilometri....uscire da questa citta' sara' un disastro!
Shanghai e' una citta' senza dubbio favolosa, sicuramente la
piu' bella della Cina. La notte e' incredibile coi suoi
grattacieli illuminati e luci psichedeliche nelle vie del
centro. Hanno mantenuto una parte di citta' vecchia mentre
il resto della citta' e' un agglomerato di grattacieli. man
mano stanno alzando sempre piu' grattacieli anche nella
periferia e buttano giu interi palazzi non preoccupandosi di
chi ci vive dentro. Molta gente si ritrova senza casa, al
governo non importa.
Lungo le vie del centro i negozi vendono qualunque cosa di
qualunque marca. Ieri volevano vendermi un Rolex "originale"
a 30 euro! Riescono a riprodurre qualunque cosa in maniera
perfetta, sono dei falsari eccezionali.
In citta' abbiamo incontrato un'amica di Patrizia che e'
venuta a studiare il cinese qui a Shanghai. Abbiamo
trascorso un paio di giorni assieme e domani ci rivedremo
per salutarla.
Riaprtiremo verso sud venerdi' mattina. La strada ora ci
portera' verso Hong Kong, in un mese la raggiungeremo.
Ciao Gente, ci sentiamo da sud!
Claudio
Ciao Gente, siamo a Shanghai da cinque giorni, trascorriamo
le
notti in un ostello aperto da un mese. E' pulito, carino e
fuori dal casino. E' il piu' economico che abbiamo trovato.
Dall'ultima mail abbiamo percorso altri 600 chilometri per
raggiungere la citta'.
Il panorama e' lentamente cambiato, qualche sali e scendi,
paludi e il solito vento contrario. Nei campi coltivati,
legati agli alberi, riposavano i bufali che i contadini
spesso usano per arare i campi o come mezzo per trasportare
il materiale. Quei bestioni amano l'acqua e molte volte
passano la giornata a mollo dentro le paludi. Sembrano degli
ippopotami, grigi e con pochissimo pelo.
Nei campi i pastori facevano pascolare i loro bufali e le
pecore ma c'erano anche molti pastori che portavano a
pascolare le oche. Solitamente le portavano in riva alle
paludi e passavano la giornata sdraiati a guardare le oche
sguazzare.
Nei numerosi sali e scendi alcune volte aspettavo Patrizia
che faticava un po' di piu', se non si e' molto allenati i
sali e scendi sono davvero fastidiosi.
In una di queste occasioni non vedendola arrivare sono
tornato indietro ed era ferma con un problema alla bici. Le
era uscita la catena e si era incastrata tra il pedale e il
movimento centrale. Ho cominciato a ridere e mi chiedevo
come cavolo aveva fatto a fare un numero del genere.
Probabilmente in staccata...
Ci sono voluti dieci minuti a sistemare la catena e altri
dieci per ripulirci dal grasso.
La temperatura si e' alzata di qualche grado e con tanta
umidita' si suda parecchio.
Le notti le passiamo sempre negli alberghi nei villaggi,
costano 2 o 3 euro a testa, non sono puliti ma non si puo'
pretendere troppo per quella cifra.
Molte volte i quegli alberghi veniamo rifiutati, il motivo
non si sa, non si sforzano a spiegarlo. Probabilmente il
governo non vuole che i cinesi nei villaggi abbiano contatti
con gli occidentali.
L'avvicinamento a Shanghai era segnato dalle numerose citta'
lungo la strada, e' impossibile restare soli per piu' di tre
minuti, il territorio e' completamente occupato da citta' e
villaggi.
Le citta' sono perennemente in costruzione, appena ne
finiscono una parte buttano giu' un'altra per ricostruirla.
Ci sono cantieri ovunque, continuano a costruire palazzi e
grattacieli. Anche le strade sono sempre stravolte dai
lavori, trovare le vie d'uscita da una citta' puo' risultare
drammatico. Non mettono cartelli da nessuna parte quindi e'
un continuo chiedere informazioni per trovare la via giusta.
Una volta in un grosso incrocio abbiamo usato la bussola per
capire dov'era l'est e scegliere la strada giusta.
I cinesi sono solitamente disponibili a dare informazione,
molte volte non sanno quale sia la via giusta ma cercano
comunque di aiutarci.
La periferia di Shanghai e' cominciata a 36 chilometri dal
centro. Gli ultimi chilometri sono stati uno stress,
nonostante il divieto delle motociclette e i carretti sulla
pista ciclabile passava chiunque. Alcune volte anche le
macchine si infilavano tra le bici creando degli ingorghi
infiniti. Abbiamo impiegato tre ore a raggiungere il centro,
i soliti cantieri stradali ci hanno fatto perdere la strada.
La prima notte l'abbiamo trascorsa in un ostello al centro
ma non era il massimo della vita. Non era economico e poi mi
stavano sulle palle i proprietari. Ci hanno fatto pure
pagare il deposito maggiorato per le biciclette perche'
secondo loro erano ingombranti. Era troppo tardi ed eravamo
troppo stanchi per mandarli a cagare quindi abbiamo
trascorso li la prima notte. I dormitori erano separati,
uomini e donne...che idiozia....sembrava di essere in Iran
dove i sessi sono rigorosamente separati.
Il giorno dopo abbiamo cambiato ostello, raggiungerlo e'
stato un disastro. Si trovava dall'altra parte del fiume e
nessun ponte di collegamento era permesso alle biciclette. I
primi disagi li abbiamo avuti con la polizia che non ci
lasciava attraversare la strada perche' era vietato, quindi
servirsi del sottopassaggio che pero' anche quello era
vietato alle bici. In un quarto d'ora siamo riusciti ad
attraversare la strada e raggiungere il fiume. Per
l'attraversamento abbiamo preso una barca che fa servizio da
una sponda all'altra per gente con la bicicletta e motorini.
Abbiamo impiegato mezza giornata a percorrere 8
chilometri....uscire da questa citta' sara' un disastro!
Shanghai e' una citta' senza dubbio favolosa, sicuramente la
piu' bella della Cina. La notte e' incredibile coi suoi
grattacieli illuminati e luci psichedeliche nelle vie del
centro. Hanno mantenuto una parte di citta' vecchia mentre
il resto della citta' e' un agglomerato di grattacieli. man
mano stanno alzando sempre piu' grattacieli anche nella
periferia e buttano giu interi palazzi non preoccupandosi di
chi ci vive dentro. Molta gente si ritrova senza casa, al
governo non importa.
Lungo le vie del centro i negozi vendono qualunque cosa di
qualunque marca. Ieri volevano vendermi un Rolex "originale"
a 30 euro! Riescono a riprodurre qualunque cosa in maniera
perfetta, sono dei falsari eccezionali.
In citta' abbiamo incontrato un'amica di Patrizia che e'
venuta a studiare il cinese qui a Shanghai. Abbiamo
trascorso un paio di giorni assieme e domani ci rivedremo
per salutarla.
Riaprtiremo verso sud venerdi' mattina. La strada ora ci
portera' verso Hong Kong, in un mese la raggiungeremo.
Ciao Gente, ci sentiamo da sud!
Claudio
PATRIZIA (SHANGHAI, 23/05/2007)
Ciao a tutti,
siamo a Shanghai. Ora vi scrivo dal computer dell'ostello
dove alloggiamo! Che dire di questa citta'...e' magica! La
sera con tutte le luci che la illuminano e' spettacolare.
Si, forse e' un po' psicadelica ma fa sognare.
L'ultima volta che vi ho scritto eravamo a Xuzhou. Da allora
abbiamo pedalato per circa altri 800 km. Ad oggi il
contachilometri segna 1728 km. La distanza giornaliera
massima percorsa e' di 126 km (uao!!...mentre lo scrivo
sorrido!).
Il vento quasi sempre contrario ma io continuo a sperare!!
E' bello pedalare, si veramente bello. Magari la sera sei un
po' cotto ma felice. Da Pechino a qui abbiamo fatto per
quasi tutto il percorso la strada n.104 e per i 300 km prima
di arrivare a Shanghai la n. 312. Che arriva nella piazza
principale di Shanghai (Remin's Square - piazza delle
persone).
Anche se i cartelli stradali a volte sono scritti con gli
ideogrammi in cinese riusciamo a trovare la strada giusta lo
stesso. Uscire dalle citta' imboccando la strada giusta puo'
essere terribilmente difficile. O non ci sono i cartelli fin
quando ormai non sei giunto sulla strada giusta oppure
qualche "simpatico" poliziotto a cui chiedi indicazioni ti
manda esattamente sulla strada opposta.
In bici Claudio credo porti il doppio del mio peso! L'altro
giorno su una salita lui era un po' davanti e mentre
pedalavo si e' incastrata la catena e pedalavo a vuoto. Cla
e' tornato indietro e dopo un po' di tentativi e' riuscito a
mettermela a posto. Mentre lo faceva ho appoggiato la sua
bici per terra perche' con il vento non stava sul
cavalletto. Tra un po' mi viene un ernia. Quanto pesa
rispetto alla mia! Beh pero' cosi' al meno siamo abbastanza
equilibrati: lui non mi aspetta troppo mentre pedala ed io
non faccio molta fatica a stargli dietro!
In un mese abbiamo bucato due volte. Dopo tre giorni che
pedalavamo Cla la ruota posteriore ed il giorno dopo io la
ruota posteriore. Tutto per dei truccioli di ferro che
trasportano le Api e purtroppo, per le biciclette, con
l'aria li perdono per strada.
E' da quasi una settiamana che siamo a Shanghai. La
periferia e' iniziata 36 km prima di avvicinarci.
Allucinante. Prima di arrivare in centro un cartello diceva:
"Citta' Igienica Nazionale", e proprio di fianco c'era un
fiume putrido color verde elettrico!
La prima notte abbiamo dormito in un ostello che tutto
sembrava tranne che un ostello. Troppo raffinato. Li dentro
internet costa 20 yuan all'ora (di solito lo paghiamo
massimo 3 yuan all'ora). Cosi' il giorno dopo abbiamo
cercato un altro ostello. Lo abbiamo trovato nell'area nuova
di Shanghai che e' separata da un fiume dalla parte
"vecchia" (lo messo tra virgolette perche' e' tutta nuova
Shanghai, le cose troppo vecchie, purtroppo, le tirano giu'
da un giorno all'altro per costrire palazzi nuovi) di
Shanghai. E' proprio carino. Lo hanno aperto da un mese.
L'unico problema e' stato attraversare il fiume. C'e' la
metropolitana, ma le bici non possono entrarci. C'e' un
tunnel ma e' a pagamento. Dopo molte ricerche abbiamo
trovato una barca che fa navetta da una parte all'altra per
bici e motorette.
Ho incontrato Francesca, una mia amica che studia cinese qui
a Shanghai e ci ha fatto da "guida" per un paio di giorni!
Venerdi' ripartiamo da Shanghai...direzione Hong Kong. Si va
verso sud! Probabilmente seguiremo la costa est per andare
verso sud. Ma strada facendo vedremo!
Beh un abbraccio a tutti e vi saluto..
a presto...
Patrizia
Ciao a tutti,
siamo a Shanghai. Ora vi scrivo dal computer dell'ostello
dove alloggiamo! Che dire di questa citta'...e' magica! La
sera con tutte le luci che la illuminano e' spettacolare.
Si, forse e' un po' psicadelica ma fa sognare.
L'ultima volta che vi ho scritto eravamo a Xuzhou. Da allora
abbiamo pedalato per circa altri 800 km. Ad oggi il
contachilometri segna 1728 km. La distanza giornaliera
massima percorsa e' di 126 km (uao!!...mentre lo scrivo
sorrido!).
Il vento quasi sempre contrario ma io continuo a sperare!!
E' bello pedalare, si veramente bello. Magari la sera sei un
po' cotto ma felice. Da Pechino a qui abbiamo fatto per
quasi tutto il percorso la strada n.104 e per i 300 km prima
di arrivare a Shanghai la n. 312. Che arriva nella piazza
principale di Shanghai (Remin's Square - piazza delle
persone).
Anche se i cartelli stradali a volte sono scritti con gli
ideogrammi in cinese riusciamo a trovare la strada giusta lo
stesso. Uscire dalle citta' imboccando la strada giusta puo'
essere terribilmente difficile. O non ci sono i cartelli fin
quando ormai non sei giunto sulla strada giusta oppure
qualche "simpatico" poliziotto a cui chiedi indicazioni ti
manda esattamente sulla strada opposta.
In bici Claudio credo porti il doppio del mio peso! L'altro
giorno su una salita lui era un po' davanti e mentre
pedalavo si e' incastrata la catena e pedalavo a vuoto. Cla
e' tornato indietro e dopo un po' di tentativi e' riuscito a
mettermela a posto. Mentre lo faceva ho appoggiato la sua
bici per terra perche' con il vento non stava sul
cavalletto. Tra un po' mi viene un ernia. Quanto pesa
rispetto alla mia! Beh pero' cosi' al meno siamo abbastanza
equilibrati: lui non mi aspetta troppo mentre pedala ed io
non faccio molta fatica a stargli dietro!
In un mese abbiamo bucato due volte. Dopo tre giorni che
pedalavamo Cla la ruota posteriore ed il giorno dopo io la
ruota posteriore. Tutto per dei truccioli di ferro che
trasportano le Api e purtroppo, per le biciclette, con
l'aria li perdono per strada.
E' da quasi una settiamana che siamo a Shanghai. La
periferia e' iniziata 36 km prima di avvicinarci.
Allucinante. Prima di arrivare in centro un cartello diceva:
"Citta' Igienica Nazionale", e proprio di fianco c'era un
fiume putrido color verde elettrico!
La prima notte abbiamo dormito in un ostello che tutto
sembrava tranne che un ostello. Troppo raffinato. Li dentro
internet costa 20 yuan all'ora (di solito lo paghiamo
massimo 3 yuan all'ora). Cosi' il giorno dopo abbiamo
cercato un altro ostello. Lo abbiamo trovato nell'area nuova
di Shanghai che e' separata da un fiume dalla parte
"vecchia" (lo messo tra virgolette perche' e' tutta nuova
Shanghai, le cose troppo vecchie, purtroppo, le tirano giu'
da un giorno all'altro per costrire palazzi nuovi) di
Shanghai. E' proprio carino. Lo hanno aperto da un mese.
L'unico problema e' stato attraversare il fiume. C'e' la
metropolitana, ma le bici non possono entrarci. C'e' un
tunnel ma e' a pagamento. Dopo molte ricerche abbiamo
trovato una barca che fa navetta da una parte all'altra per
bici e motorette.
Ho incontrato Francesca, una mia amica che studia cinese qui
a Shanghai e ci ha fatto da "guida" per un paio di giorni!
Venerdi' ripartiamo da Shanghai...direzione Hong Kong. Si va
verso sud! Probabilmente seguiremo la costa est per andare
verso sud. Ma strada facendo vedremo!
Beh un abbraccio a tutti e vi saluto..
a presto...
Patrizia
8.5.07
Ciao Gente, siamo a Xuzou, una citta' a 900 km da Pechino e
ne mancano altri 600 per raggiungere Shanghai. Prendendola
comoda arriveremo tra una decina di giorni.
La Partenza da Pechino e' stata bella, finalmente di nuovo
in bicicletta. Abbiamo caricato le bici, io ho preso tutta
la roba pesante, attrezzi, tenda, fornello, gavetta e la mia
roba. patrizia nelle borse ha messo solo i suoi vestiti. la
mia bici e' molto piu' pesante ma se non fosse cosi'
andremmo troppo piano.
Uscire da Pechino e' stata un po' una tragedia, come tutte
le grandi citta' e' un gran disastro trovare la strada
giusta. Abbiamo rischiato di entrare in autostrada,
continuavamo a girare come topi in trappola.
Il primo giorno abbiamo fatto settanta chilometri con il
vento contrario. A oggi sono 9 giorni col vento contrario e
uno e mezzo di vento a favore... non e' giusto!
La parte est della Cina e' tremendamente affollata. E'
impossibile dormire in tenda senza essere visti. E' piena di
villaggi ed e' abitata ovunque. La sera alloggiamo sempre in
qualche locanda che paghiamo 2 o 3 euro a testa. In molti
fanno i prezzi da turista ma poi contrattando paghiamo come
i cinesi.
Per mangiare ci fermiamo nei ristorantini lungo la strada e
ordiniamo da mangiare col didionarietto tascabile o andando
in cucina facendo vedere cosa vogliamo mangiare. la cucina
e' buona anche se alle volte e' troppo piccante.
Le strade sono impeccabili, non manca quasi mai la pista
ciclabile quindi pedalare e' una meraviglia. L'unica rottura
di balle sono i clacson dei camion e delle macchine. Suonano
continuamente, molte volte inutilmante visto che la gente e'
talmente abituata che non batte ciglio se il clacson di un
camion gli suona nelle orecchie. Alla sera ci fischiano le
orecchie, speriamo di abituarci presto anche noi.
Lungo la strada la maggior parte della gente si sposta con
le bici elettriche o con bici a tre ruote che stracricano di
materiale o all'evenienza usate come taxi. Come mezzo da
lavoro piu' usato sono le Api cinesi. Sono tutte a gasolio
ed hanno la trasmiossiene a cinghia che dal cambio va al
differenziale. Un sistema strano ma molto robusto visto che
sono stracariche e vanno sempre. I mezzi cinesi sembrano
davvero ottimi. Sono semplici e credo siano robusti. Le
officine lungo la strada sono come in Russia, lavorano
all'aria aperta facendo delle gran chiazze d'olio che
resteranno a vita. I piu' tanti che fanno lavori manuali
hanno delle piccole officine quindi sfruttano i bordi della
strada per costruire serramenti, saldare o riparare
macchine.
Questa parte di Cina e' tutta coltivata, i contadini che se
lo possono permettere hanno dei piccoli trattori che usano
anche per innafiare i campi pescando l'acqua dai corsi
d'acqua al bordo della strada. Usano la presa di forza del
trattore e con delle pompe riescono ad irrigare i campi. I
piu' poveri coltivano solo con la zappa e portano l'acqua
con i secchi.
I cinesi sono simpatici, alcuni stressanti e rompi coglioni
ma del resto in ogni stato se ne incontrano sempre. Molte
volte ci facciamo delle gran risate con loro ma alle volte
ci verrebbe voglia di strozzarli. Quando non vogliono
collaborare non c'e' verso di fargli capire un cazzo. Chi
parla inglese fa il possibile per sfoggiarlo e farsi sentire
dagli altri che riesce a comunicare con noi. Sono molto
amichevoli e se qualcuno decide di aiutarci lo fa fino in
fondo. Solitamente gridano ALO' appena passiamo e scoppiano
a ridere come bimbi. Alcuni Alo' sono simpatici ma molti
altri sono pesanti. Dipende sempre chi lo dice e come lo
dice.
Incredibilmente non sputano quasi piu' per terra!!
Probabilmente in questa zona sono un po' diversi da dove ero
passato io anni fa. Comunque e' uscita una propaganda
invitando i cinesi a non sputare piu' per terra perche'
potrebbe dare fastidio ai turisti...lo fanno in vista delle
olimpiadi del 2008. E poi nella propaganda dicevano che gli
sputi potrebbero diffondere malattie come la Sars. Anche la
campagna anti fumo ha avuto ottimi risultati in gran parte
della Cina.
Alcuni cinesi sono dei gran perdi giorno, passano la
giornata a giocare a poker o a dadi ai bordi della strada.
Si radunano in molti a guardare ed aspettare il proprio
turno per una partita.
Riusciamo a mantenere una media di 70 o 80 km al giorno e
non e' male. La mattina tra una cosa e l'altra partiamo
sempre tardi ma alla sera riusciamo sempre a fare un
discreto chilometraggio. Ora Patrizia va un po' meglio anche
se deve riuscire a mantenere una velocita' costante. Molte
volte sto davanti io per tagliare l'aria e fare in modo che
faccia meno fatica e riusciamo ad andare piu' forte.
Un giorno che ci siamo fermati a pranzo in un ristorantino
la padrona ha provato a fotterci coi soldi. Ha voluto la
bellezza di 7 euro considerando che solitamente ne spendiamo
uno o due al massimo. Ho fatto una rissa che e' durata
mezz'ora, sono usciti i cuochi e c'e' mancato poco che
finissimo alle mani. Alla fine ho pagato tre euro.
Abbiamo raggiunto il fiume giallo e la citta' di Jian dove
ci siamo fermati un giorno a riposare. Nelle citta' e non
solo si vedono molti cani Pechinesi...non avevo mai
realizzato che i pechinasi erano cani cinesi...era logico.
Non sempre i cani vengono trattati bene, l'altro giorno
infatti c'erano due cani simili ai pastori tedeschi, uno
grande e un cucciolo incastrati a delle griglie con le gambe
legate e lasciati soffrire fino a che' non sopraggiunga la
morte. Era una scena angosciante e nemmeno si spiegava il
motivo di una tale violenza sugli animali.
Partiti da Jian abbiamo incontrato un gruppo di cinesi,
erano in 10 amici che viaggiavano in bicicletta. facevano un
giro rotondo di 3 giorni e di 250 km circa. la compagnia era
al quanto bizzarra... C'erano due donne, una sulla trentina
e una sulla quarantina, un ragazzo con un cerrotto
sull'occhio e uno, il migliore, con una protesi alla gamba.
aveva perso la tibbia in un incidente d'auto e con una
protesi che gli partiva dal ginocchio andava come una
scheggia. era il piu' forte cioclista del gruppo. Aveva la
bici piu' marcia ma dava del filo da torcere a tutti. Ci
siamo aggregati a loro ma dopo 20 km Patrizia era cotta e
aveva fame quindi abbiamo salutato il gruppo e ci siamo
fermati a mangiare. Dopo pochi chilometri e' iniziata una
gran bella salita, Patrizia saliva lenta e stava
agonizzando...io ridevo e pensavo a quando mi diceva che le
piacciono le salite perche' dopo c'e' la discesa... Mi
dispiaceva andare forte e lasciarla sola quindi andavo al
suo passo e la consolavo dicendogli che anche Coppi alla
prima salita da professionista aveva avuto delle
difficolta'...
Discesa e' stato uno sballo, finalmente col vento a favore!
Siamo scesi molto veloci e la sorpresa e' stato ribeccare i
nostri amici ciclisti! Erano saliti molto piu' piano di noi
perche' alcuni di loro avevano preso la bici a mano perche'
non riuscivano a fare la salita considerando che avevano le
bici scariche! Grande Patrizia! Ci siamo salutati per la
seconda volta dicendo che noi andavamo troppo piano per loro
ma dopo 10 km sulla pianura gli abbiamo ripresi. facevo da
apripista e mantenevamo una media di 27 km/h. era una media
troppo alta, mi ero gasato e Patrizia infatti era scoppiata
dopo 30 km.
Abbiamo continuato coi ciclisti fino alla citta' aspettando
ogni tanto le donne che non riuscivano a mantenere il nostro
passo. Che super uomini!!
Hanno girato in lungo e in largo per la citta' cercando una
sistemazione e alla fine ci siamo alloggiati in un albergo
tutti assieme. Siamo stati davvero bene in compagnia di quei
ragazzi, due di loro parlavano inglese ma alla fine
riuscivamo a comunicare con tutti. Siamo stati al risorante
con loro e ci hanno pagato la cena. Erano ragazzi favolosi.
Il vento e' tornato immancabilmente contro ma prima o poi
avremo la fortuna di prenderlo a favore! Abbiamo bucato
solamente due volte, una volta per uno la gomma posteriore.
Trasportano i trucioli del ferro con le Api senza
preoccuparsi di perderli per strada facendo bucare le gomme
agli sfigati in bicicletta.
Ora siamo in questa citta', ci siamo presi un giorno di
ferie e questa mattina abbiamo dormito come ghiri. Domani
mattina torniamo sulla strada per Shanghai e pian piano
arriveremo anche li'.
Ciao gente, ci sentiamo!!
Claudio
PATRIZIA (I PRIMI GIORNI IN BICI..., 26/04/2007 - 8/05/2007)
Ciao a tutti!!
Siamo a Xuzou, citta' a 600 km nord-ovest di Shangai.
Giovedi' 26 aprile siamo partiti da Pechino in sella alle
nostre biciclette. In dieci giorni di strada abbiamo
percorso circa 900 km. La distanza minima percorsa e' stata
di 43 km e quella massima ieri di 115 km. Il vento e' quasi sempre
stato contro. Il cielo sempre sereno e la strada
pianeggiante.
Oggi ci siamo presi una giornata di pausa! Le gambe fanno un
po' male (a me!) e ho un po' le braccia ustionate dal sole.
Male al sedere? poco!
E' bello pedalare...ho il tempo di assaporare cio' che mi
circonda. Si e' piu' a contatto con le persone che incontri
sulla strada...
La comunicazione con i cinesi, se non vogliono collaborare,
si puo' trasformare in qualcosa di complicatissimo anche
nelle cose piu' semplici. Cosa ci entra a fare un "turista"
in un albergo se non per chiedere un letto per dormire? Non
e' cosi' ovvio...a volte ti guardano come se fossi un
alieno, ridono e non capiscono minimamente cosa tu stia
provando a chiedergli...e poi dalla disperazione ti fanno
segno di no con il viso e con le mani.
Venerdi' mattina (il 4 maggio) ripartiti da Jinan, sempre
con il vento contro, e' finita la pianura per dare spazio ai
monti. E cosi' sono iniziati anche i sali e scendi invece
della strada pianeggiante che ci ha accompagnato per i primi
giorni. Dopo un paio d'ore di pedalata incontriamo sulla
strada una decina di cinesi con le loro biciclette che vanno
a Taian (citta' dove siamo diretti anche noi). Sono tutti
cinesi, 8 uomini e due donne. Sono in giro da due giorni in
bicicletta. Ci chiedono se volgiamo pedalare con loro. Li
seguiamo. Dopo un'oretta noi ci fermiamo a mangiare. Loro
proseguono, cosi' li salutiamo. Ripartiamo e dopo un'ora la
prima vera salita. Dopo 200 metri Claudio guarda il mio
cambio. Ho il rapporto piu' lento. Piano ma arrivo fino in
cima! Ed ora inizia la discesa!! Dopo dieci km di discesa
rinizia la strada piu' o meno pianeggiante e rincontriamo i
dieci ciclisti. Ci chiediamo come mai siano andati cosi'
lenti. Ecco il motivo: le donne hanno fatto la salita con la
bici per mano.
Pedaliamo con loro e siamo in testa al gruppo. Ci superano
in due e tirano loro. Vanno veloci ma ogni quarto d'ora sono
fermi ad aspettare chi va piu' lento. Ti ammazza le gambe
cosi'. Arriviamo in citta' con loro e ci chiedono se andiamo
in albergo con loro. Ci pensano loro a trovare l'albergo. Ci
impiegano piu' di due ore (io e Cla siamo piu' operativi).
Andiamo a mangiare con loro e ci offrono la cena. Un ragazzo
parla abbastanza bene l'inglese e ci fa da traduttore. Sono
gentili. La sera in albergo vogliono vedere la nostra tenda.
Cosi' la montiamo nel corridoio dell'albergo. Ci salutiamo
prima di andare a dormire. Loro partono alle sette il
mattino. Noi dormiamo un po' di piu'.
Sabato mattina ripartiamo con il vento forte ma a favore.
Uao! Come si pedala veloce e si fa poca fatica anche con un
po' di sali e scendi. In un "soffio" facciamo 80 chilometri.
Ci fermiamo a Qufu per la notte. Cittadina turistica per il
confucianesimo. Quindi un po' piu' cara. Dopo un po' di
ricerche troviamo una stanza fatiscente ad un buon prezzo.
La notte ci svegliano delle urla: la padrona per quasi
un'ora urla contro un tizio di un'altra stanza e gli bussa
alla porta. Chissa' cosa si dicono.
Domenica cessa il vento a favore e ricomincia di nuovo
quello contro...e' stato bello finche' e' durato! Ieri
abbiamo percorso 115 km e siamo arrivati a Xuzou. Abbiamo
trovato una stanza con le lenzuola quasi pulite. Chissa'
ogni quanto le cambiano. E' difficile trovare un posto dove
le lavano ogni volta che qualcuno lascia la stanza.
Mediamente percorriamo 80 km al giorno. Le gambe fanno meno
male e il sedere e' ok! Per le mani che mi facevano male ho
cucito una manica del pile arancione di Cla sulle manopole
della bici, cosi' sono piu' morbide.
Per mangiare riusciamo a spendere abbastanza poco. Di solito
spendiamo intorno ai 15 yuan in due a pasto. Un giorno dopo
aver ordinato direttamente dalla cucina, non capendo una
parola del menu, ci presentano il conto di 70 yuan. Dopo una
"rissa" per riuscire ad abbassare il prezzo paghiamo 40
yuan. 70 yuan non sono molti, sono pari a 7 euro. Pero' e
come se da noi in un ristorante, invece che chiederti 20
euro te ne chiedano 50.
E' allucinante ogni giorno quanti "Hallo" ci vengano detti
quando passiamo attraverso villaggi o citta'. A volte in
tono da presa in giro, a volte solo e semplicemente di
saluto. Se gli si risponde con un saluto e' molto facile che
esplodano in una risata isterica. Se invece non gli si
risponde ti dicono "Hallo" fino a che l'orecchio puo' udire.
Rispondergli con "Ni'haa'" (ciao in cinese) puo' avere lo
stesso effetto di un altro saluto!
Domani ripartiamo verso sud-est. Direzione Shangai e
l'Oceano Pacifico.
A presto ...
Patrizia
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